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Coronavirus, Tesei: "Piano della Regione per rilanciare l'economia dell'Umbria dopo la crisi del Covid-19"

Alessandro Antonini
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L'Umbria lavora per uscire dal tunnel del Coronavirus più forte di prima. La governatrice della Regione, Donatella Tesei, dice “no al panico” e annuncia un “piano straordinario” per il rilancio dell'economia e di tutti i settori in crisi. Un piano pronto ad essere varato finita l'emergenza di questi giorni. Il cuore verde farà la sua parte, assicura. Poi lancia un appello all'esecutivo. Servono “iniziative forti, altrimenti l'Italia rimarrà bloccata e le conseguenze saranno drammatiche. Dobbiamo scongiurarlo. La Regione farà tutto il possibile, poi ci sono ambiti di competenza dello Stato”, puntualizza Tesei.  Il Governo ha chiuso le scuole ed emesso un decreto fortemente limitante per i cittadini. La situazione in Umbria necessita di provvedimenti così stringenti? “Non dobbiamo cedere al panico. Fin dall'inizio abbiamo affrontato la situazione con molta serietà, prevedendo possibili sviluppi futuri anche in assenza di segnali. Siamo in quella che possiamo definire fase 1. Non c'è un'enorme diffusione in Umbria ma con molta attenzione monitoriamo i possibili sviluppi. La struttura sanitaria è tenuta sotto controllo costantemente: implementiamo le azioni da attuare secondo esigenze e prospettive. Come nel resto del Paese anche in Umbria dobbiamo rispettare le disposizioni mirate a contenere la diffusione. Questo comporta sacrifici per tutti, per famiglie, studenti, imprese”. State aumentando i posti letto in terapia intensiva? “Lavoriamo su possibili scenari futuri, oggi i posti letto in terapia intensiva sono più che sufficienti ma evidentemente non possiamo abbassare la guardia e quindi sulla riorganizzazione siamo già molto avanti, pronti ad affrontare possibili emergenze. Possiamo ribadire, ad oggi, che non c'è un focolaio umbro”. Esiste il rischio di una recessione. Palazzo Donini ha già cofinanziato 10 milioni, il governo ha accettato le richieste delle Regioni, tra cui le sue: sblocco delle assunzioni in sanità, cassa integrazione in deroga per cococo e autonomi, sospensione e rateizzazione dei tributi e via di seguito. Su quali altri fronti pensate di intervenire? “Abbiamo partecipato in modo attivo alle conferenze Stato Regioni, ho fatto le mie osservazioni in modo determinato e sono state accolte. Otto delle dodici proposte sono dell'Umbria. Misure importanti sia per la sanità sia per il sostegno all'economia. Stiamo preparando un piano molto importante e incisivo da mettere in campo appena la divulgazione del virus si chiuderà, per essere pronti a ripartire in maniera forte, coordinandoci con il mondo delle imprese e il turismo e tutti i settori, nessuno escluso, che dovranno essere parte attiva di questa ripartenza. Chiusa la fase di emergenza sanitaria, ci sarà il riscatto della nostra regione”. E' pronta la stima dell'effetto virus sull'economia regionale annunciata del Defr? “Oltre ai dati economici che conosciamo e sono drammatici in questa regione, l'incidenza del Coronarivus non è indifferente. Ma un bilancio potremo farlo solo tra un po', quando cominceremo a capire che durata ha questa situazione, il grado di diffusività del contagio. E quando potremo mettere in campo quelle azioni per ripartire. Altra cosa è aiutare le imprese in un momento difficile. Da qui la distinzione su ciò che deve fare lo Stato e ciò che possiamo fare noi, come Regione”. Nel nuovo bilancio avete stanziato somme importanti per la Prociv, ente decisivo per emergenze come questa. Era previsto? “E' stato fatto prima che scoppiasse l'emergenza. Prima era stato stanziato pochissimo. Reputiamo che la Prociv abbia un valore, sia quella regionale che del volontariato. Abbiamo trovato le risorse, pur con molte difficoltà, in un bilancio che ci ha dato pochi margini di manovra. Abbiamo dovuto utilizzare molte delle risorse recuperate da una spending review attenta, seria, che abbiamo attuato per metterle in quei settori preoccupanti e problematici come il disavanzo del trasporto pubblico locale”. Mezza Umbria è mobilitata per far fronte all'infezione, qual è il messaggio che invia a chi è impegnato h24? “Ringrazio tutte le istituzioni pubbliche, in primis gli operatori sanitari che stanno facendo un lavoro importante, con sacrifici personali non di poco conto. E i sindaci in prima linea, le forze dell'ordine, la protezione civile e tutti i soggetti che partecipano ai tavoli di crisi”.