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Umbria, cambio camice infermieri: Usl smentisce accordo ma spunta l'atto firmato dall'avvocato

Alessandro Antonini
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L'accordo di conciliazione sul cambio camice degli infermieri c'è”. Paride Santi, segretario nazionale del sindacati indipendenti Fsi Usae, mostra il documento firmato. “E' stato sottoscritto nella sede sindacale Fsi-Usae di Foligno il 5 febbraio scorso, dal sottoscritto come conciliatore e dal delegato dell' Usl Umbria1, l'avvocato Luca Benci, inoltre è stato confermato dall'azienda che l'accordo è stato depositato presso l'ispettorato territoriale del lavoro”, spiega Santi in conferenza stampa al Park hotel di Ponte San Giovanni. Quindi il testo da riservato è diventato pubblico. Nell'atto si fa riferimento alla conciliazione per 3.795 euro a favore di 32 infermieri dell'azienda sanitaria locale di Perugia. Si tratta dei mancati pagamenti dei 10 minuti impiegati giornalmente dagli operatori della sanità per indossare e togliere il camice negli spogliatoi di ospedali e centri salute regionali. Nel documento si parla di “linee di accordo” e di “ipotesi conciliativa”, concordando di dare seguito giuridico alla “bozza” entro marzo, con impegno a depositare questa che viene intitolata “definizione della vertenza” prima del 12 febbraio. In settimana sono seguite polemiche da parte dei sindacati confederali della sanità, Cgil, Cisl e Uil. L'innesco della miccia è una nota della direzione Usl Umbria 1 in cui, pur aprendo a conciliazioni future, si nega la sottoscrizione di accordi di qualsivoglia tipo. “La Usl Umbria 1”, è il comunicato diramato mercoledì dall'azienda “comunica che sulla questione relativa alla monetizzazione del tempo impiegato dal personale sanitario nella vestizione, nessun accordo sindacale o transattivo è stato sottoscritto con la Fsi Usae. L'azienda prenderà in esame tutte le richieste di conciliazione che dovessero pervenire”. A seguire la triplice è intervenuta con un volantino attaccando Fsi per aver millantato l'intesa. “Negare un accordo esistente è diffamante”, replica Santi, “nei confronti del sindacato Fsi e di tutti i lavoratori”. Santi lamenta il danno all'immagine e annuncia vie legali. Querele. “Andremo avanti e cercheremo i responsabili affinché ne rispondano personalmente”, aggiunge il segretario degli indipendenti. Che vuol stanare la dirigenza. “Chiediamo la smentita”, conclude Santi “e le scuse pubbliche. Se ciò non dovesse avvenire chiederemo le dimissioni del commissario in quanto legale rappresentante della Usl 1”.