Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus, "Cancelliamo in Umbria il Festival del Giornalismo non per paura, ma per senso di responsabilità"

default_image

Sabrina Busirivici
  • a
  • a
  • a

"Cancelliamo a Perugia il Festival del giornalismo non per paura, ma per senza di responsabilità". Arianna Ciccone ci tiene a sottolineare che l'interesse economico non può prevalere sulla tutela della salute della gente. "Sono giorni e giorni che monitoriamo tutto e siamo in stretto contatto con Regione. Eravamo decisi ad andare avanti - spiega -. Nell'ultimo mese sono cambiate però molte cose: Organizzazione Mondiale Sanità ha dichiarato rischio sempre più alto, gli Usa dicono di non venire in Italia, alcune compagnie aeree cancellano voli per l'Italia, le università straniere cancellano viaggi dei loro studenti a Perugia, la diffusione del virus è ormai a livello mondiale, eventi importanti vengono cancellati in tutto il mondo. Gli esperti ci danno indicazioni su comportamenti da attuare come non frequentare luoghi pubblici affollati. Noi come Festival non possiamo non sentire la responsabilità e andare avanti creando un luogo pubblico affollato a livello internazionale. Qui arrivano da tutto il mondo letteralmente. Non è possibile mettere a rischio una comunità in questo modo. Siamo consapevoli del colpo economico per la città. Ma è un colpo economico anche per il festival e da questo punto di vista la scelta più cinica sarebbe stata andare avanti. Noi abbiamo scelto la strada della responsabilità e della cura per la comunità".  Arianna Ciccone e Chris Potter hanno a lungo tentato tutte le strade, compresa l'idea di posticiparlo a settembre, ma non era praticabile. All'organizzazione del festival stanno arrivando messaggi da tutto il mondo. "Abbiamo già convertito la prenotazione di quest'anno in quella per il 2021", questo scrivono speaker e pubblico.