Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Diabete, i genitori dei bambini malati in Umbria: "No ai distretti, vogliamo l'ambulatorio di Perugia"

default_image

Patrizia Antolini
  • a
  • a
  • a

C'è un'altra voce da registrare nella vicenda del depotenziamento dell'ambulatorio pediatrico diabetologico del Santa Maria della Misericordia. Un gruppo di genitori di bimbi diabetici si dichiara contrario all'ipotesi di decentrare il servizio emersa in queste settimane. “La soluzione di allestire ambulatori diabetologici decentrati è illogica e irrazionale ed evidentemente nasconde una preferenza per interessi economici anziché l'interesse per la salute dei malati di diabete mellito e quindi è inaccettabile”. I genitori hanno messo le loro motivazioni nero su bianco in una lettera dove chiedono “un intervento a garanzia della salute dei nostri figli e dei giovani residenti in Umbria (sono oltre 300 le famiglie che hanno bisogno del servizio). Da giorni si susseguono articoli dove la direzione sanitaria e l'associazione Agd (genitori diabetici) si sono accordati per una ristrutturazione che include il passaggio sul territorio vista la carenza di personale nell'ambulatorio di diabetologia pediatrica”. Scelta che il gruppo di genitori osteggia e spiega perchè: “Dopo aver vissuto l'esordio del diabete violare la salute dei nostri figli ed essere stati accolti nel reparto pediatria nell'ambulatorio diabetologico con un servizio caratterizzato da professionalità ed alta competenza dai medici che hanno assunto la gestione delle cure e dei controlli periodici siamo rimasti attoniti e basiti - scrivono - di fronte alle manovre di progressiva destabilizzazione e malagestio dell'ambulatorio da parte della dirigenza, ambulatorio che funzionava prima con regolarità ed eccellenza fino a chiudere mezza giornata in modo incomprensibile l'accesso il martedì”. Per le famiglie “il servizio deve rimanere centralizzato e potenziato” dato che le “linee guida nazionali indicano che solo una persona di comprovata esperienza può essere responsabile di un centro come questo, affiancata da altre figure professionali come lo psicologo, la dietista e personale infermieristico. E' di tutta evidenza data la carenza di personale - fanno notare - che moltiplicare questi professionisti per 3 o 4 città comporterebbe un aggravio non indifferente sui costi sostenuti dai contribuenti a danno dei cittadini”.