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Umbria, psicosi da Coronavirus: cancellate tutte le prenotazioni pasquali negli agriturismi, allarme della Cia

Marina Rosati
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Prenotazioni totalmente cancellate nel settore agrituristico. A parlare di “crisi nera” è la Cia dell'Umbria che stima un calo fino al 100% sugli arrivi di Pasqua. “La situazione è drammatica, peggio del terremoto”, racconta Rinaldo Giannelli, titolare dello storico agriturismo Il Cerretino, a Città di Castello, e socio Cia Umbra. “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto disdette per paura di contagio da Coronavirus e molti clienti storici, che da 20 anni vengono qui da noi dall'Olanda e dalla Danimarca soprattutto, ad oggi non hanno neanche chiamato per confermare la consueta prenotazione per le vacanze estive. Di fatto, pur senza ospiti, dobbiamo continuare a sostenere le spese fisse, Tari, Imu, le tasse anticipate anno per anno”, continua Giannelli. “A oggi ho già avvisato i miei dipendenti stagionali, cuoca, aiuto cuoca, giardinieri e addetti pulizie, che se non cambierà in fretta la situazione non potrò garantire loro il lavoro”. “Se è vero che non si può fare un appello ai turisti, per rassicurarli dicendo loro che l'Umbria non sarà colpita dal Covid 19 nelle prossime settimane, come non lo è ad oggi, - dichiara Matteo Bartolini, presidente Cia Umbria - è altrettanto vero che bisogna differire i contributi previdenziali e quelli dovuti dai datori di lavoro ai dipendenti, delle imposte dirette e indirette, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e l'attivazione dall'Unione europea di strumenti necessari per stanziare risorse adeguate per i nostri agriturismi. Leggi anche: Coronavirus, 650 contagi in Italia