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Ricci: nominerò due donne, ma ricorrerò in ambito europeo

Andrea Niccolini
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Il sindaco di Assisi Claudio Ricci replica ai "ricorrenti pseudo vincitori del ricorso sulle quote rosa" che il Consiglio di Stato "ha riconosciuto molti aspetti positivi al Comune (ha riformato la sentenza solo per un 'dettaglio discutibile': non aver fatto una istruttoria delle candidate ad assessore anche fuori dalle liste di partiti o civiche) affermando che 'non c'è stata discriminazione'. LEGGI Bocciata la giunta Ricci Il sindaco Ricci, facendo forza su questa parte della sentenza (non c'è stata discriminazione verso le donne), "considerato che é stato accusato finanche di misoginia (da alcuni dei ricorrenti) intende verificate possibili atti di tutela, con risarcimento dei danni all'immagine, nonché attivare un ulteriore ricorso sino in ambito europeo per portare all'attenzione una 'grande ambiguità giuridica' della sentenza: non é accoglibile che un sindaco sia eletto direttamente dalla gente, nomini la giunta (prima che venga approvata la legge sulle quote rosa) e non sia libero (con palese violazione dei poteri che gli vengono dati di 'nomina e revoca degli assessori') di indicare chi ritiene più opportuno, o opportuna, per il ruolo di assessore". LEGGI I commenti delle parti Claudio Ricci ribadisce che rispetterà la sentenza, nominando come da legge due donne in giunta, ma continuerà questa "battaglia di libertà e giustizia: le donne sanno conquistarsi da sole, con la proprie capacità e ampia intelligenza, i giusti ruoli di responsabilità e governo".