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Tariffa rifiuti in quattro rate, salta la simulazione sui costi. Stop fusione tra Gesenu e Ap ambiente

Alessandro Antonini
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La nuova tariffa rifiuti si pagherà in quattro rate. Questo è certo. Ma non si sa ancora quanto si pagherà. Il consiglio comunale ha approvato, con 19 voti a favore (maggioranza) ed 11 astenuti (opposizione), la pratica sulla rimodulazione delle scadenze di versamento per la Tari 2020. Il pagamento è così scandito: tre rate di acconto il 3 aprile, il 3 luglio e il 3 settembre, più una quarta a saldo il 3 dicembre. Il nuovo sistema di calcolo tariffazione decretato da Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti ed ambiente, è  complesso. Al momento i Pef dovrebbero essere approvati entro aprile 2020, ma Anci ha già chiesto che tutto venga differito al 2021. Le prime tre rate di acconto sono calcolate in base all'84% della tassa dovuta per il 2019, mentre il pagamento di dicembre discenderà dal saldo rispetto al nuovo sistema di tariffazione. Non è possibile pagare tutto con un unico bollettino. L'Amministrazione comunale, in merito alla questione della tariffa, ha chiarito che ad oggi non è possibile fare alcuna simulazione su Pef e, tantomeno, tariffa perché non è dato sapere se i nuovi criteri per la redazione dei piani (peraltro molto complessi) dovranno essere applicati da subito cioè entro aprile. Oppure slitteranno al 2021 come richiesto da Anci. In ogni caso, se possibile, l'intenzione del Comune di Perugia è di mantenere la tariffa invariata rispetto al 2019. La nuova tariffazione Arera “definisce e seleziona in modo puntuale i costi connessi alla gestione dei servizi”, che verranno pesati e inseriti nei costi tariffari. Soprattutto, ci saranno valutazioni di efficienza del gestore da parte dell'Auri, l'autorità unica regionale sui rifiuti costituita dai 92 Comuni. Ma il calcolo è complicato. Per questo la giunta comunale ha autorizzato la revoca della fusione per incorporazione tra Gesenu (partecipata al 45%) e Ap produzione ambiente. La società fa parte del gruppo Gest capitanato dalla stessa Gesenu ed è specializzata in rifiuti speciali e pericolosi. “E' evidente”, è scritto nella delibera “che una ‘commistione' di servizi come i rifiuti urbani e quelli speciali in una stessa struttura, potrebbe generare diseconomie connesse alla rendicontazione dei costi: ad esempio un autista che effettua due diversi servizi oppure l'utilizzo di uno stesso mezzo per i due servizi”.