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Giubilei passa al Pd ma resta capogruppo di se stesso: polemica sui costi

Alessandro Antonini
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Passa al Pd, ma non entra nel gruppo dem di Palazzo dei Priori. Giuliano Giubilei resta capogruppo di se stesso. Già candidato sindaco sconfitto da Romizi, giornalista Rai, consigliere comunale di opposizione del gruppo Rete civica Giubilei. Da tredici giorni è diventato piddino ma non molla il gruppo civico. Il mono gruppo: è solo lui. Così potrà partecipare, da regolamento, a tutte le commissioni, con relativi gettoni di presenza. In più si tiene l'ufficio e il rimborso spese. I partiti di maggioranza non ci stanno e scrivono una lettera polemica al presidente del consiglio comunale, Nilo Arcudi, per chiedere se Giubilei “possa mantenere il suo gruppo visti gli importanti e non indifferenti costi di gestione che per natura, un monogruppo ha per il suo funzionamento”. L'ufficio di presidenza conferma che a oggi l'ex mezzobusto del Tg 3 non ha fatto richiesta di passaggio al gruppo Pd. Non la farà, stando al post di annuncio di adesione al partito di Zingaretti, datato 31 gennaio, subito dopo la vittoria in Emilia Romagna. Titolo: “Perché aderirò al Pd”. Svolgimento: “Prenderò la tessera prossimamente”. Conclusioni: “continuerò a guidare il mio gruppo Rete civica al consiglio comunale di Perugia”. Tradotto in euro, significa poter percepire 116 euro lordi per ogni commissione, con possibilità di di farsi tutte le cinque sedute settimanali. Mentre gli attuali cinque consiglieri Pd se ne spartiscono massimo tre cadauno. A conti fatti, entrando nel Pd, perde la possibilità di percepire fino a un massimo di otto gettoni in più al mese. Poi ci sono gli ottocento euro annui, stando ai dati forniti dall'ufficio di presidenza, di rimborso spese del gruppo: essendo Giubilei unico consigliere, vanno a lui. Nel Pd vengono spartiti pro quota. Per non contare l'assistente attinto dal personale interno. Il diretto interessato, contattato dal Corriere dell'Umbria, risponde così: “Lettera strumentale quella della maggioranza”, spiega Giubilei, “pensassero ai problemi veri della città. Il gruppo autonomo mi è consentito dal regolamento: perché la polemica non è stata fatta quando è stato costituito e i due eletti con me sono andati in un altro gruppo? Voglio poi ricordare che io fino ad ora ho sempre partecipato a due sole commissioni, seconda e quinta, e che l'assistente interno non ci è stato mai assegnato. Ho fatto risparmiare il Comune, altroché”. Intanto prosegue anche la polemica sulla gaffe delle palme.