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Umbria, il piano degli accorpamenti in sanità resta inapplicato da dieci mesi

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Alessandro Antonini
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Sei reparti del servizio sanitario regionale dovevano già essere accorpati. Così non è stato. Via i doppioni: era scritto piano sanitario regionale 2019-2021 approvato da Palazzo Donini l'8 maggio 2019. E' rimasto lettera morta. Le strutture fotocopia, presenti nelle aziende ospedaliere di Perugia e Terni, sono ancora in piedi. Alcune sono duplicate anche negli ospedali dei territori. “Le discipline di alta specialità” vale a dire “cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia toracica, oncoematologia con trapianti e chirurgia oncologia” devono essere “progressivamente accorpate in strutture complesse a valenza interaziendale”. Poi c'è la breast unit che si pratica a Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno: e basta una, massimo due. Per la neuro si parla di “integrazione”. L'ospedale di Perugia, assicura il commissario Antonio Onnis, approva il progetto. Tutto però era già scritto nel piano adottato dieci mesi fa ed è rimasto inapplicato. Servizio completo nell'edizione dell'11 febbraio del Corriere dell'Umbria