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Umbria, pasticcio nella data di inizio delle celebrazioni dedicate ai cinquecento anni di Raffaello

Sabrina Busirivici
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L'anno raffaellesco in Umbria inizia con un pasticcio. L'8 febbraio alla galleria Pro Civitate Christiana di Assisi si sarebbe dovuta tenere l'inaugurazione della mostra “Le opere di Raffaello nelle antiche stampe d'arte”. Una data simbolo per inaugurare l'anno che è dedicato alle manifestazioni per celebrare i cinquecento anni dalla nascita di Raffaello, diramata e ufficializzata da un comunicato apposito della Regione Umbria. Un inizio che si riteneva contenesse e meritasse un adeguato risalto. Niente di tutto questo. Silenzio assoluto. Per saperne di più abbiamo chiesto alla Pro Civitate che laconicamente ha spiegato: “Abbiamo comunicato all'ente Regione - afferma Anna Nabot, direttrice della Galleria - che l'inaugurazione della mostra sarebbe stata spostata ad aprile. Solo allora, infatti, avremo il catalogo delle opere esposte. Peraltro va detto che l'allestimento è già in corso e che ci sono visitatori molto interessati, ma nessuna celebrazione ufficiale è stata prevista per oggi”. La mostra in questione, in effetti, è stata inaugurata lo scorso dicembre e in quello specifico periodo rientrava tra gli eventi natalizi previsti dal Comune di Assisi: titolo “Da Raffaello, immagini del Natale nelle antiche stampe d' Europa”. Esposizione che, secondo il calendario diramato dal Comune di Assisi, si sarebbe dovuta concludere il 25 gennaio. Non è così. La mostra in realtà è proseguita cambiando in effetti denominazione. Suona un po' come una sorta di riciclo, anche se va detto che l'argomento calza a pennello con il tema delle celebrazioni. La dirigente regionale, Antonella Pinna, spiega: “I programmi della Pro Civitate sono cambiati. Cerchiamo di coordinare la situazione con i singoli territori ma è complesso e talvolta difficile fare chiarezza. Ci arrivano infatti le schede illustrative dei vari progetti e noi cerchiamo di stilare un programma unico e promuoverlo attraverso il sito, ma poi le cose cambiano e le comunicazione ci arrivano in ritardo”.