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Umbria, traffico illecito di rifiuti speciali: pannelli e frigo finivano anche in Europa

Alessandro Antonini
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Il traffico illecito di rifiuti era diretto anche in Europa. Non solo in Africa. Emerge un altro filone della maxi inchiesta del Noe; riguarda i pannelli fotovoltaici ma anche i frigoriferi che venivano smistati tra Bulgaria, Polonia e Spagna. E' quanto riportato nella comunicazione notizie di reato finale, firmata dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Perugia. Parlano le intercettazioni. E' il pomeriggio del 17 febbraio. Renzo Gatti, titolare della Raeegest di Gualdo Tadino, centro del traffico, e Mauro Colla, entrambi indagati nel fascicolo perugino che ha portato a sette arresti e 93 avvisi di garanzia, parlano al telefono. Per gli inquirenti proprio in questo frangente “si aveva modo di comprendere l'ampio ed infinito raggio di azione di Colla nel commercializzare ‘monnezza' in ambito internazionale”, scrivono gli inquirenti. Proprio Colla “in base alla diversa tipologia di pannelli fotovoltaici ritirati come rifiuti da Gatti (e poi rivenduti come nuovi), aveva ben chiare le destinazioni potenziali”. Nella conversazione vengono individuate le destinazioni dei pannelli in base alla marca. “Quelli marca Trina vanno in Africa”, sono le parole attribuite a Colla, mentre quelli “marca Ginko sono da inviare in Polonia e Spagna”. Ancora, spunta anche il business di frigoriferi: il 31 gennaio 2018 Maurizio Cecile parla con Gatti e gli chiede di dargli qualche cosa “per quella merda” che gli ha inviato. Gatti risponde che “sta per iniziare a fare il ritiro dei frigoriferi per la coca cola” annota la Procura di Perugia, “chiede se possono interessargli ma Cecile dice di no perché i frigo Coca Cola in dogana non li vogliono proprio vedere”. Non manca il rischio potenziale per l'ambiente. Servizio completo nell'edizione del 4 febbraio del Corriere dell'Umbria