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Inchiesta rifiuti in Umbria, nuove intercettazioni: "Acidi portati via dalla pioggia"

Alessandro Antonini
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Gli acidi delle batterie esauste? “Li porta via la pioggia”. I gas dei frigoriferi fuori uso? “Li recuperiamo in cielo”. Due nuove intercettazioni dei carabinieri del Noe aprono il capitolo inquinamento nell'inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti elettrici e elettronici. Le registrazioni compaiono nell'informativa finale del Noe. Anche se il danno ambientale non è contestato nell'ordinanza di custodia cautelare emessa giovedì scorso per il traffico di pannelli fotovoltaici, il rischio che il piombo e l'acido solforico contenuti negli accumulatori per auto si siano riversati nei terreni e nelle falde è suffragato proprio dalle parole degli indagati. Centro dei traffici illeciti è lo stabilimento Raeegest di Gualdo Tadino, in via degli Artigiani. Al titolare, Renzo Gatti, che gestiva i traffici ed ora si trova in carcere, vengono attribuite alcune delle frasi che rivelerebbero, se confermate dai riscontri, l'assenza delle corrette procedure di smaltimento previste dalla legge per evitare il disperdersi nell'ambiente degli inquinanti. Servizio completo nell'edizione del 29 gennaio del Corriere dell'Umbria