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Perugia, alberi spia per monitorare il clima e la qualità dell'aria. Un progetto dell'Università degli studi

Sabrina Busirivici
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Alberi come sentinelle per monitorare i cambiamenti climatici, il livello di polvere sottili, ma anche per fornire conoscenze sul verde e sull'ecosistema urbano. Nella Perugia che si candida a diventare capitale del verde, l'Università degli studi ha intrapreso da settembre scorso il progetto Life Clivut portato avanti dal dipartimento di Ingegneria, diretto da Giovanni Gigliotti. Un progetto europeo che ha come fine monitorare i cambiamenti climatici. L'azione è diretta, in particolare, a tre zone scelte per caratteristiche specifiche di qualità dell'aria: via della Pallotta, via Settevalli e parco Chico Mendez. Qui sono stati piantati degli alberi spia, piante clonate che hanno un medesimo patrimonio genetico. Dal verde quindi arriveranno tante notizie che gli studenti provvederanno a leggere. Tre scuole, infatti, sono entrate nel progetto: il liceo Pieralli, la scuola media Ferro di Cavallo e la scuola elementare di Ponte della Pietra. Le scolaresche in questione hanno il compito di seguire protocolli di monitoraggio realizzando book sui risultati. Step successivo: implementare una app. Entro il 2021 saranno presentati i risultati. Il progetto Life Clivut è tra i sei finanziati dell'Unione Europea nell'area tematica informazione e governance e può contare su 2,4 milioni di euro. A Life Clivut partecipano partner importanti sia a livello nazionale (l'Università di Bologna, il Comune di Perugia, il Cesar di Assisi), che internazionale (l'Università di Salonicco e l'Istituto superiore di Lisbona). Ieri il progetto è stato presentato, alla presenza del sindaco Andrea Romizi, in sala dei Notari dal direttore Gigliotti e dai coordinatori, professori Flaminia Ventura e Marco Fornaciari da Passano.