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Sommersi dall'inquinamento:un piano per curare l'aria

Diego Aristei
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L'Umbria Cuore verde d'Italia rischia di essere soffocata dai gas di scarico. Una preoccupazione ben presente agli amministratori locali. Sia il nuovo Piano regionale dei trasporti, approvato nelle scorse settimane dalla giunta guidata dalla presidente Catiuscia Marini, che i Piani di Bacino, messi in campo come veri atti operativi rispettivamente dalle Province di Perugia e Terni affrontano nel dettaglio questa delicata materia. E proprio giovedì prossimo l'ente perugino guidato da Marco Vinicio Guasticchi affronterà l'intera questione. E' stata infatti convocata la prima commissione consiliare, chiamata a discutere e ad approvare il nuovo Piano di Bacino del trasporto pubblico locale. Puntare sui mezzi pubblici Il Piano dei trasporti fa un'analisi seria e al tempo stesso preoccupante. A livello regionale l'80% delle emissioni di benzene e il 47% degli ossidi di azoto e le loro miscele è dovuto ai trasporti. Meglio allora correre ai ripari. “Il Piano regionale dei trasporti e il Piano unico di Bacino - si legge nel documento preparato dagli uffici regionali - potenziando e razionalizzando il trasporto pubblico, sono una risposta alle criticità evidenziate in termini di qualità dell'aria in particolare nelle aree maggiormente urbanizzate”. Le aree a rischio Ad esempio è alta la concentrazione di Pm10 e Pm2,5 in particolare nelle aree di Foligno, Perugia e Terni. Nella città delle acciaierie, inoltre, si sono osservate anche concentrazioni troppo elevate di benzo(a)pirene. Concentrazioni poi di azoto su tutto il territorio regionale in particolare a Perugia, Terni, Orvieto e Torgiano. “Potenziare il trasporto pubblico - sentenziano senza se e senza ma gli esperti messi in campo dalla Regione - è infatti l'azione più efficace per ridurre le emissioni da trasporto”. Il Piano per quanto a livello di bacino, cerca di agire anche sulle aree urbane prevedendo l'introduzione di city logistic e di azioni di mobilità sostenibile. Come è noto la pessima qualità dell'aria è dovuta anche dalle emissioni dei mezzi pubblici. Ebbene si cerca di correre ai ripari prevedendo l'introduzione di mezzi a basse emissioni per il trasporto pubblico su gomma, colonnine di ricarica elettriche per il car sharing e, finalmente, il completamento dell'elettrificazione della linea ferroviaria. Inquinamento acustico La bella Umbria va curata e subito. Senza alcun tentennamento. Ecco perchè anche per l'inquinamento acustico occorre “agire sul trasporto pubblico - si legge nel Piano trasporti - e quindi sulla riduzione dei mezzi privati. La partita a questo punto si gioca sulla diversione dal mezzo privato a favore del trasporto collettivo o modalità più sostenibili come appunto il car sharing, la bicicletta e solo per fare alcuni esempi. La posta è alta: rendere il nostro territorio sempre più pulito e sostenibile. Del resto non siamo la patria di San Francesco e di sorella natura?