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Umbria, favori in sanità: condannato imprenditore. Banda a processo per associazione a delinquere

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Sabrina Busirivici
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Rinvio a giudizio per larga parte degli imputati, regge l'ipotesi dell'associazione a delinquere. Non luogo a procedere per alcuni reati di contorno. Il gup Lidia Brutti ha decretato il processo per l'inchiesa “Piramide” sulla presunta truffa da parte di un gruppo di funzionari che avrebbero “favorito sistematicamente alcuni operatori sanitari accreditati o da accreditare a danni di altri”. Parti civili Regione e Usl 1. Uno dei indagati, Pantelis Kurtsopulos, legale rappresentante del centro medico Spazio Salute, difeso da Giancarlo Viti, ha scelto l'abbreviato e per lui è arrivata la sentenza: assoluzione per il capo più grave, il reato associativo, “per non aver commesso il fatto”. Condanna a due anni e dieci mesi per concussione e tentata concussione. Tra i rinviati a giudizio spicca l'ex direttore del Servizio di autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale, già presidente del Collegio dei Maestri venerabili dell'Umbria, Antonio Perelli, accusato di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione. E' stato assolto per la truffa dell'ossigeno e insieme a Linda Richieri per il peculato sul Ceas. Entrambi sono difesi da Alessandro Vesi. Assolto anche Francesco Perelli, figlio di Antonio.