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Gubbio, lo sfogo di Notari: "Quattro acquisti, tre cessioni ma ci siamo indeboliti"

Luca Mercadini
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“Così non va. Sono arrabbiato e preoccupato”. Il presidente del Gubbio Notari il giorno dopo la sconfitta con l'Arzignano tuona: “Era una partita da vincere e l'abbiamo persa, andando avanti così si retrocede”. E attacca: “Dovevano fare 10-12 uscite e ingaggiare 4-6 giocatori di qualità, ma finora le uscite sono state soltanto tre più quella di Conti tra i dilettanti, e sono arrivati prima Gomez e Coda, poi Megelaitis e Dubickas ma non mi sembra che abbiamo fatto passi in avanti. Anzi. E mi chiedo: domenica non era forse il caso di convocare anche Sbaffo? Magari poteva andare in panchina ed essere utilizzato alla bisogna. Qui c'è da pensare al bene superiore, l'unica cosa che interessa è salvare la squadra che è un traguardo mille volte più importante delle varie posizioni personali”. Nella squadra ci sono carenze tecniche evidenti. La rosa è quella che è e la coperta è sempre corta. Ci sono ruoli completamente scoperti. “Ripeto, io non sono un tecnico ma secondo me ci siamo indeboliti”. Un centravanti di valore serve come il pane, così come un centrocampista e un difensore. “Sto aspettando le uscite. Il centravanti lo prendiamo ma prima qualcuno deve uscire. Il direttore mi ha confermato che le uscite si faranno e da parte mia confermo che di conseguenza le entrate ci saranno”. Il calendario però ora si fa fitto, bisogna fare in fretta e non si può più sbagliare. Ogni punto va conquistato e difeso con i denti. “La prestazione contro l'Arzignano è stata deludente sotto tutti i punti di vista. Non c'è una fisionomia precisa, non c'è gioco. Mi sembra di rivedere il momento no della gestione Pagliari quando calciavamo il pallone in avanti e speravamo in una qualche giocata dei singoli”. E tra una decina di giorni si chiude il mercato. “Appunto, dobbiamo fare quello che c'è da fare ma sempre prima facendo le uscite”. Come vede il futuro? “Adesso non è il caso di fare questi discorsi. Dico che dobbiamo guardare tutti al bene generale lasciando da parte i personalismi. Dobbiamo sfruttare tutte le risorse che abbiamo e rimboccarci le maniche. Dobbiamo tirare tutti dalla stessa parte lasciando da parte, se serve, anche quel pizzico di orgoglio che a volte serve e altre un po' meno. Dobbiamo essere decisi a cercare di salvare il salvabile con ogni mezzo, in ogni modo, facendo qualsiasi sacrificio, ingoiando anche qualche boccone amaro. Ma dobbiamo avere una linea retta e precisa da seguire, dobbiamo essere uomini fino alla fine e combattere come gli uomini veri sanno fare. Poi alla fine tireremo i conti. Io ho le spalle larghe e le critiche non mi pesano, ma tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Altrimenti alla fine il ritornello sarà sempre il solito: la colpa è tutta di Notari. Io dico invece che dobbiamo evitare che un litro di acqua sporca inquini tutto il resto. Il bene del Gubbio, la salvezza è la cosa che sta sopra tutto e sopra tutti e chi ha responsabilità in questo senso deve impegnarsi a lavorare con onestà e senso di appartenenza”.