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Terni e Spoleto si ritrovano sul valico della Somma e lanciano lo stesso grido: "Riqualificare la Flaminia"

Giorgio Palenga
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L'imperativo è unico e perentorio: riqualificare la Flaminia, una strada disastrata e pericolosa, visto che è sempre la stessa da almeno 60 anni, eccezion fatta per qualche rattoppo. In più c'è la ferita aperta del drammatico bilancio di vite lasciate su quell'asfalto, a causa degli incidenti stradali che continuano a succedersi, e che lasciano gravissime conseguenze anche quando (per fortuna) non sono mortali. L'ultimo esempio solo dieci giorni fa (LEGGI), con tre feriti gravi proprio all'altezza del cartello che segna fine e inizio dei due territori comunali. Che Terni e Spoleto siano legate da un particolare feeling è circostanza risaputa da sempre, e forse è solo una casualità geografica che insistano su territori di province diverse.  Sabato 18 gennaio 2020, però, per la prima volta due associazioni delle rispettive comunità - Terni Risorge e Spoleto City Forum - si sono unite per altrettante manifestazioni parallele, una davanti a Palazzo Spada, a Terni, e l'altra dinanzi alla sede Avis di Spoleto, per poi ritrovarsi tutti al valico della Somma.  Ivi compresi i due primi cittadini, quello di Terni, Leonardo Latini, e il collega spoletino, Umberto De Augustinis. Con loro anche i presidenti dei rispettivi consigli comunali, Francesco Ferranti (Terni) e Sandro Cretoni (Spoleto), e ancora il senatore spoletino Francesco Zaffini (FdI). Il coro è stato unanime: così com'è la Flaminia è anacronistica. “Chiediamo a Regione, governo e Anas una riqualificazione realisticamente perseguibile in tempi brevi - spiega il presidente di Terni Risorge, Cristiano Gregori - in primis per rendere più sicura la strada. Guard rail e new jersey, nei tratti laddove è possibile, è la prima cosa da fare. Poi servirà un intervento più sostanziale, ma qui devono essere i tecnici a trovare soluzioni praticabili”. Concetti ripresi sia da Latini che De Augustinis. “I dati degli incidenti stradali sono drammatici - ha detto il sindaco di Terni - occorre lavorare a un progetto comune da porre non solo nelle nostre agende comunali, ma anche in quelle regionali e nazionali”. “Questo incontro arriva con 20 anni di ritardo - ha fatto eco De Augustinis - la Flaminia è in uno stato pietoso, i viadotti necessitano di controlli e ricordiamoci anche che i mezzi pesanti non possono ancora transitare”.