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Aeroporto, Sase gestorema rimane qualche dubbio

Claudio Bianconi
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“E' approvato l'affidamento in concessione alla Sase spa della gestione totale dell'aeroporto di Perugia. La durata dell'affidamento è determinata in venti anni decorrenti dalla data del presente decreto”. E' il dispositivo finale del “decreto” firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze. E' l'anima della concessione del San Francesco, che vuol dire apertura ai privati (leggi il dossier). Ma il testo, a leggerlo analiticamente, pone anche dei paletti non da poco. Il primo: rinunciare al contenzioso legale avviato con l'Enac con richiesta di risarcimento pari a 12,3 milioni di euro. Proprio ieri mattina, per la cronaca, l'avvocato della Sase Enrico Mormino nell'udienza davanti al Tar dell'Umbria ha chiesto un rinvio a breve proprio in attesa che venga formalizzata la convenzione (ci sono i tempi tecnici dopo la firma per la trasmissione alla Corte dei conti). Ma il testo è già nero su bianco, con tanto di autografi. La disciplina della concessione è in capo alla “convenzione stipulata con Enac”, con tanto di atto aggiuntivo. Ma il paletto vero arriva quando si parla di piano economico. C'è un intero punto dedicato, nel quale c'è scritto che “l'Enac dovrà relazionare i ministeri competenti sulla verifica del raggiungimento dell'equilibrio economico e finanziario previsto nel piano economico e finanziario allegato alla concessione nel quarto esercizio di gestione e sul mantenimento di adeguati requisiti di solidità patrimoniale. Il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario nei tempi previsti nel piano e/o la perdita di adeguati requisiti di solidità patrimoniali possono determinare la decadenza della concessione e la risulizione di diritto della stessa”. Si tratta di un punto che viene inserito con ciclostile in tutti gli accordi di questo tipo. Ma per la Sase la valenza è ancor più rilevante. Il piano economico 2013-2015 si prefigge di toccare i 400 mila passeggeri con un investimento tutto sommato di 3,8 milioni di euro. Denari che evidentemente servono anche per colmare le perdite. In base alle proiezioni sono fissate in 778.549 euro per l'anno corrente e 173.378 euro nel 2015. Il milione e 496mila euro di disavanzo già ripianato del 2013, considerati i minori trasferimenti in conto esercizio per circa 600.000 euro e una partita straordinaria per circa 200.000 euro, risulta in linea con il 2012.[