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Ricostruzione: appello di Confcommercio sulla busta pesante per i terremotati: "Serve una proroga"

Patrizia Antolini
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E' polemica sulla restituzione della busta pesante. “Oggi è un giorno nero per noi. Lo Stato ci chiede di riprendere a pagare regolarmente, e per intero, i contributi sospesi dopo il sisma. Ma a tre anni e mezzo dal terremoto qui non è cambiato niente. Per tantissimi non c'è lavoro; cerchiamo di sopravvivere; campiamo per forza di inerzia. Ora lo stato ci chiede soldi che non abbiamo. E' come piantare gli ultimi chiodi sulla nostra bara. Non possiamo accettarlo”. Alberto Allegrini, presidente di Confcommercio Valnerina, interpreta lo stato d'animo degli imprenditori dei territori colpiti dal terremoto. Per rispondere alla loro legittima richiesta di aiuto, Confcommercio e Federalberghi Umbria hanno avanzato la proposta di emendamento al decreto Milleproroghe, per spostare di un anno la ripresa del pagamento dei contributi sospesi, equiparandone inoltre la quota al 40% previsto oggi per i lavoratori dipendenti. “E' il minimo che lo Stato possa fare per noi. Qui la ricostruzione non è partita. Il turismo non c'è più. Il commercio è fermo. In questi territori non avvertiamo un sentore di speranza, ma di disperazione. Come potremmo riprendere oggi il pagamento dei contributi? Ci auguriamo che la nostra richiesta di proroga sia presto accolta”. Oltre alla ricostruzione, fondamentale per non far morire i piccoli centri abitati, dice, “occorrono strumenti per rilanciare l'economia e il lavoro. E una vera politica economica di prospettiva che tenga conto delle peculiarità di queste aree che nel turismo e commercio vedono il volano della loro economia locale. Questo è l'appello delle nostre comunità”.