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Terni: il gatto Harimao, arrivato dalla Malesia e poi scomparso. Ritrovato dalla padrona dopo cinque anni

Giorgio Palenga
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Ha ritrovato il gattino, che aveva smarrito da cinque anni, grazie al particolare della sua coda e al buon cuore e all'intuito di due volontarie che si erano prese cura del randagio. “Non avrei mai pensato di poterlo riavere tra le mie braccia. E' stato il più bel regalo per il nuovo anno”, racconta commossa Ilaria Donati, la proprietaria del micio di colore arancione che ora ha otto anni. Il protagonista della storia a lieto fine si chiama Harimao che, in lingua malese, significa tigre. E proprio come Sandokan, la famosa tigre della Malesia, il gattino ha vissuto una vita avventurosa, unica nel suo genere. Tutto inizia nel settembre del 2012 a Kuala Lumpur, capitale della Malaysia, dove il marito di Ilaria, sottufficiale della Marina Militare, si è trasferito con la famiglia. “Un giorno - racconta la giovane donna ternana - trovammo per strada il gattino. Pesava appena 120 grammi e aveva un occhio ancora quasi chiuso. Ci fece troppa tenerezza e lo portammo a casa. I miei due bambini ne furono entusiasti. E in breve diventò il peluche della famiglia, pieno di vizi e di coccole. Per richiamare l'attenzione faceva un miagolìo davvero singolare ed era come se chiamasse mamma. Due anni dopo, a causa del lavoro di mio marito, rientrammo in Italia e anche Harimao ci seguì sull'aereo per Roma. All'arrivo ci rimase male. Non gradì affatto il viaggio sulla stiva e il distacco dalla sua famiglia. Per qualche giorno restò in disparte, ma poi tutto tornò come sempre nella nostra nuova sistemazione”. Ilaria tornò ad abitare a Terni, sua città natale, in via Coldilana, a Città Giardino, con il marito e i figli che ora hanno 11 e 8 anni. Harimao aveva dimenticato la Malesia, ma non il suo istinto per l'avventura. E così una sera di maggio del 2015 saltò dalla finestra al primo piano e scomparve nel nulla. “Lo cercammo dappertutto - racconta Ilaria. Ma fu tutto inutile. Mettemmo anche degli avvisi con la sua foto per le strade del quartiere, ma non servì a niente”. Harimao, probabilmente, era fuggito per seguire una gattina che di tanto in tanto si vedeva nel cortile. E l'amore gli aveva fatto lasciare anni di vita agiata per trasformarlo in un randagio costretto a vivere di espedienti. La sua nuova casa diventò la cantina di una palazzina disabitata in via Livenza che, ironia della sorte, si trova a non più di un centinaio di metri dalla casa dei suoi padroni. E proprio lì per anni le gattare l'hanno accudito. “All'inizio - ricorda Anna Maria Formosa, un'ex professoressa di lettere in pensione - ci pensarono due anziani. Alla loro morte mi segnalarono che c'era un micino che piangeva di continuo e così iniziai a provvedere con un vicino di casa. E nonostante le lamentele e gli ostacoli creati da alcuni residenti. La mattina portavo le migliori crocchette ad Harimao e il giorno dopo non trovavo più le ciotole al loro posto. Non capisco perché, ma ci sono alcune persone che odiano i gatti”. Preziosa la collaborazione di Antonietta Cardarilli, dell'Enpa, e di Nadia Panarese, altra storica appassionata ternana di gatti. La svolta arriva a novembre quando Nadia vede la foto di Harimao sul cellulare di Anna Maria. E non ha dubbi. Quel gattino è lo stesso che nel 2015 era sparito all'improvviso. Ilaria, all'epoca, si era rivolta anche a lei, ma il gatto non era stato più trovato. A fugare gli ultimi dubbi ci ha pensato la padrona del micio che, nel frattempo, si è trasferita a Venezia. “Il mio gattino - racconta - ha una coda particolare schiacciata e ad uncino. E poi va matto per il caffè. Nadia ha fatto la prova e così abbiamo avuto la conferma che si trattava proprio di lui. Non finirò mai di ringraziare lei, Antonietta e Anna Maria per quanto hanno fatto per me e la mia famiglia”. Proprio in questi giorni Ilaria è tornata a Terni per salutare i suoi familiari e riprendere il suo Harimao. “A casa - afferma - ho altri due gatti, ma lui sarà sempre il primo. D'ora in poi starà sempre con noi”.