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Maestra indagata torna al lavoro , il sindaco: "Atto dovuto per legge"

Alessandro Antonini
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Il reintegro della maestra indagata per maltrattamenti su due bambine dell'asilo “è un atto dovuto per legge”. Michele Toniaccini, sindaco di Deruta, interviene così sulla notizia del rientro al lavoro dell'educatrice comunale. Una decisione presa dagli uffici comunali. “Prima di esprimere qualsiasi considerazione”, spiega Toniaccini riferendosi anche ad alcuni commenti sui social in cui viene stigmatizzato l'atto di reintregro “è opportuno conoscere la legge italiana e gli obblighi che impone. E' inutile pretendere ciò che la legge non prevede. Non è un compito del sindaco né dei suoi assessori disporre il reintegro della dipendente comunale ma eventualmente spetta agli uffici comunali che devono osservare le disposizioni impartite dalla legge che in questo caso è rappresentata dal Tribunale di Spoleto che ha disposto la revoca della misura cautelare coercitiva”. Per Toniaccini “è necessario attendere gli sviluppi delle indagini che porteranno alla sentenza e a stabilire le responsabilità. L'amministrazione comunale è stata attenta e tempestiva, mantenendo la necessaria riservatezza richiesta dalle forze dell'ordine su aspetti che oltre ad essere molto delicati sono affidati alla competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria e delle forze incaricate di indagare. Sono certo di aver fatto il mio dovere di sindaco, cittadino e genitore. Abbiamo rinnovato costantemente la vicinanza dell'amministrazione comunale alle famiglie nella preoccupazione di continuare ad assicurare un servizio nelle migliori condizioni di sicurezza dei bambini. Insieme alla coordinatrice pedagogica e all'assessore Canuti abbiamo condiviso con i genitori e le operatrici un percorso di valorizzazione del servizio erogato. Saranno realizzate migliorie e progetti che porteranno a migliorare ulteriormente la qualità della struttura e del servizio offerto”. “Il mio pensiero”, conclude Toniaccini, “è costantemente ed esclusivamente rivolto alle bambine e ai bambini che frequentano l'asilo nido comunale e alle loro famiglie”.