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Il nuovo look del bar Sandri

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Rifatte completamente la porta e la vetrina dell'esercizio commerciale, affidate alle mani esperte di Mario Sirchio

Federico Sciurpa
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È di San Martino in Campo l'artista artigiano che sta completando la porta e la vetrina di Sandri nuova gestione. La storica pasticceria riaprirà i battenti, sotto l'egida della coppia Schucani-Ferretti,entro il mese di marzo. E tutto deve essere al meglio, compresa la porta, che ricordiamo decisamente bruttina, e lo scadente infisso, in un anonimo alluminio anodizzato, piuttosto démodé. Difatti anche la vetrina sarà nuova di zecca e renderà onore al genio creativo di Carla, che riprenderà, con le tradizionali sculture, acommentare e scandire gli eventi più significativi della peruginità . Si chiama Mario Sirchio (della Sirfer) l'autore cui è stata concessa carta bianca, data la conclamata professionalità che lo ha portato a realizzare prodotti di altissima qualità, artistica e artigianale, a Perugia, in Italia e nel mondo. Ad esempio, ha servito per anni le case di Spartaco Ghini, per non parlare dell'eccellente lavoro al pozzo Etrusco (su progetto Chiocchini) e alla Fondazione Sorbello di piazza Piccinino. Sirchio ha operato in gioiellerie, alberghi di lusso (l'Internazionale a Roma), in tutta la serie dei negozi Oftalmica in Italia. Ma ha realizzato anche esercizi a Londra, il Davidoff a Mosca, arredamenti d'interni (lampade oscillanti, sculture, consolle) in Armenia. Certo, a prezzi d'affezione, perché con lui è difficile sapere quante oredi lavoro occorreranno per ottenere un pezzo di pregio, unico al mondo. Infatti l'artista realizza anche sculture in metallo e in legno molto elaborate. Una, struttura antropomorfa, è stata ospitata per qualche mese al lago Trasimeno. Ma Sirchio inventa anche strumenti "acquatici", dal suono insuperabile. Attualmente ha progettato una chitarra in ceramica e legno per un concertista internazionale. Nel caso dell'infisso di Sandri, l'artista ha utilizzato metalli come rame, ottone, ferro, ma anche quarzi da decorazione, intagliati su misura (èanche orafo) e collocatidove il progetto richiedeva. Il prodotto, in attesa di essere assemblato e installato, è un vero capolavoro. Col vetro a doppia intercapedine, raggiungerà il peso di oltre un quintale e mezzo. La maniglia è una grande "esse" in serpentina di rame, con pietre colorate alle due estremità. La struttura della vetrina recupererà la fascia marmorea originale di base. I decori dei montanti e delle fasce riprendono le roselline che impreziosiscono la mobilia del negozio. Fiorellini, di varie misure, che sono fatti a forza difuoco e di martello, di frullino e saldatrice. L'infisso verrà portato in corso Vannucci nella giornata di lunedì. Poi non basterà un giorno per montarlo sul posto. Ma è certo che l'opera costituirà un unicum, come la pasticceria fine cheesce dal laboratorio di piazzetta del Dado. Una sintesi unica di nuovo e di antico, in quel negozio, per troppo tempo desolatamente chiuso.