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Giudice indagato per corruzione, il pm: "Non ha resistito alle richieste della compagna"

Francesca Marruco
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Il giudice del tribunale di Spoleto indagato per corruzione, Tommaso Sdogati, "non ha saputo resistere alle insistenti richieste della compagna" Nicoletta Pompei. Lo scrive il procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, nella richiesta di misure cautelari nei confronti dello stesso Sdogati e dei coindagati, Pompei e Mauro Bertoldi, collega dello studio legale. Tutti e tre sono accusati di corruzione. In particolare Sdogati, ha ceduto alle richieste della compagna Pompei “che lo ha indotto - sta scritto ancora agli atti - dapprima a intervenire sulla cancelliera per verificare indebitamente l'iscrizione nell'elenco dei delegati alle vendite di Bertoldi e appurare l'iter in essere funzionale all'iscrizione e poi, nei confronti del collega Salcerini, per assicurargli il conferimento degli incarichi”. In quetsi giorni il gip di Firenze deve pronunciarsi sulla sua sospensione.