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Cernicchi: il delitto non deve mettere in discussione il servizio di via Romana

L'assessore: "Resta un presidio fondamentale per situazioni che altrimenti non avrebbero soluzioni”

Andrea Niccolini
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 “Lo spazio di accoglienza notturna di Via Romana (15 i posti letto) fu aperto nel gennaio 2011 dal Comune per rispondere ad una esigenza che una città civile deve porsi: disporre di un luogo in cui le persone senza fissa dimora e con problemi di marginalità e povertà estrema conseguenti a patologie psico-sociali e sanitarie possano avere un tetto, anche temporaneamente, sotto cui ripararsi. Nei tre anni di funzionamento, sotto la gestione di una cooperativa (in seguito a regolare gara) ha svolto in modo egregio il suo compito, anche attraverso una stretta e continua relazione con gli operatori dei diversi servizi che seguono queste persone. Nessuno a Perugia è morto in strada, di freddo o di stenti" Così l'assessore con delega alle Politiche sociali Andrea Cernicchi, che sottolinea: "Quello che è accaduto mercoledì sera, che poteva accadere dovunque, ci colpisce e ci addolora molto. Colpisce e addolora prima di tutti gli operatori che lavorano a quel servizio con passione e con grandi difficoltà. Bisogna sottolineare che si tratta di un servizio a bassa soglia: siamo in pratica nella prima linea del disagio, perché tutte le persone ospitate nel centro durante la notte, inviate dalla Asl, anche attraverso l'unità di strada, soffrono situazioni di grave emergenza sociale. Il delitto non deve mettere comunque in discussione un servizio che è riuscito e riesce a prevenire molti rischi. Resta un presidio fondamentale per situazioni che altrimenti non avrebbero soluzioni”.