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Perugia, due arresti per bullismo a scuola. Sindaco Romizi: "Elogio a chi ha avuto il coraggio di denunciare"

Federico Sciurpa
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Bullismo, due minorenni arrestati a Perugia. Il sindaco della città, Andrea Romizi, prende posizione (LEGGI cosa è successo). "La notizia dei fatti avvenuti all'interno di un istituto scolastico di Perugia - spiega il primo cittadino - ci preoccupa e riempie di tristezza per la gravità delle azioni e per l'età dei responsabili. L'amministrazione della città di Perugia, esprime vicinanza alla vittima e alla sua famiglia per quanto subito. Manifestiamo, inoltre, grande plauso nei confronti dei ragazzi e degli insegnati, che con la solidarietà espressa e la loro iniziativa, sono riusciti a far venir meno non solo gli atti bullismo perpetrati, ma anche il senso di solitudine. Da anni le Istituzioni, il mondo della scuola e le associazioni si impegnano nel contrasto di questi fenomeni, ed evidenziamo tra le altre iniziative, anche quelle organizzate dall'Associazione Margot nelle scuole in collaborazione con il Siulp e l'Amministrazione Comunale. I fatti accaduti e il ruolo attivo dei ragazzi confermano la necessità e l'importanza di simili progetti che sarà cura di tutti ulteriormente implementare. Elogiamo chi ha avuto il coraggio di denunciare e ci conforta la rete di solidarietà creatasi tra studenti, insegnanti, associazioni e Forze dell'ordine, ognuno per la propria competenza".  "Contro il fenomeno del bullismo serve una vera e propria rivoluzione culturale. La scuola deve essere in prima linea in un percorso condiviso con le famiglie: i ragazzi vanno responsabilizzati con ogni mezzo. E le istituzioni siano protagoniste", ha scritto su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. "Il grave episodio di bullismo avvenuto a Perugia è una sconfitta per le istituzioni che non sono ancora riuscite a mettere in campo misure in grado di prevenire e dunque evitare casi del genere, ma è un successo di quei ragazzi che, invogliati dall'insegnante, coraggiosamente hanno denunciato gli abusi subiti dal compagno di scuola", così, in una nota, la presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, Licia Ronzulli (FI). "Lo Stato ha però il dovere di fare di più, di essere maggiormente presente favorendo la cultura del contrasto a fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo e di sostenere il dialogo e la collaborazione tra scuola e famiglie, le prime due agenzie educative dei ragazzi. Solo in questo modo si può condurre una seria lotta contro quelle che stanno diventando delle vere e proprie piaghe sociali", conclude Ronzulli.