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Insulti agli amici dal finto profilo Facebook: la nuova frontiera del bullismo è online

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Il vice questore aggiunto Lillini

Boom di casi di adolescenti che “rubano” l'identità dei coetanei. Cresce anche il rischio adescamenti

Alessandra Borghi
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Aprono il più popolare dei social network, Facebook, e si ritrovano pieni di insulti che all'apparenza provengono da un ragazzino amico. L'interessato, però, non ne sa niente, perché le ingiurie non sono state “postate” dal suo profilo autentico, ma da un altro, costruito ad hoc sfruttando le sue generalità e magari anche le sue foto ad opera di coetanei “bulli”. Un fenomeno dilagante, in base all'esperienza del compartimento Polizia postale e delle comunicazioni dell'Umbria guidato da Anna Lisa Lillini. L'allarme rispetto ai falsi profili su facebook porta alla ribalta un fenomeno più ampio: il “cyber bullismo”. Perché dispetti e vere e proprie ritorsioni tra adolescenti (a volte col rischio di pesanti strascichi per il normale sviluppo della personalità delle vittime, spesso alle scuole medie) non hanno per esclusivo teatro la strada o i luoghi di frequentazione giovanile,ma si trasferiscono sempre più spesso nella piazza virtuale rappresentata da Internet. In casi come i profili “rubati” e usati in modo indebito è lo stesso minorenne a chiedere l'aiuto dei genitori, che così provvedono a denunciare le situazioni più gravi (gli autori dei finti profili rischiano di incorrere nel reato di sostituzione di persona, se non in quello di diffamazione, in un secondo tempo, se scrivono offese a terzi).