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Sollecito si scaglia contro Nencini: "Le sue parole allucinanti"

"Ha definito l'omicidio una cosa da ragazzi. Come se io quella sera non avessi avuto niente da fare e avessi detto: vado a uccidere una ragazza"

Roberto Minelli
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Parole allucinanti. Così Raffaele Sollecito, condannato a 25 anni insieme ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher ha definito le parole del presidente della Corte d'Appello Alessandro Nencini sulla sentenza di Firenze, sul quale peraltro stanno indagando gli ispettori inviati dal Ministro Cancellieri. "Nencini è andato veramente oltre - ha spiegato Sollecito - ha detto che se Amanda quella sera fosse andata a lavorare da Lumumba, Meredith sarebbe ancora viva. Insomma, cose da ragazzi... Come se io mi alzassi al mattino, non avessi niente da fare e dicessi: vado a uccidere una ragazza". Sul fatto di non essersi mai fatto interrogare, Raffaele risponde così: "Nessuno l'ha mai chiesto, neppure le parti civili, io ero a disposizione - ha affermato - e poi perché il fatto di non essere stato interrogato avrebbe dovuto aggravare la mia posizione". Sollecito torna infine sul presidente della Corte Nencini "Le sue dichiarazioni sono aberranti. Ha confermato la tesi del Procuratore generale, secondo cui io avrei aiutato Guede a pugnalare Meredith", ha dichiarato ancora Raffaele.