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Sanità e favori, chiesti tre anni per il proprietario di una clinica

Il tribunale di Perugia

Francesca Marruco
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Tre anni di reclusione. E' questa la condanna che ieri il sostituto procuratore, Mario Formisano, ha sollecitato nei confronti di Pantelis Kurtsopulos nell'ambito dell'udienza preliminare relativa all'inchiesta “Piramide”. Kurtsopulos, il legale rappresentante del centro medico Spazio Salute, assistito dall'avvocato Giancarlo Viti, è l'unico che, a differenza degli altri indagati, ha optato per il rito abbreviato. Anche lui, insieme ad altre cinque persone, tra cui l'ex direttore del Servizio di autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale, già presidente del Collegio dei Maestri venerabili dell'Umbria, Antonio Perelli, è accusato di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione.  Secondo la Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, gli indagati - l'inchiesta e dei militari del Nas, all'epoca guidati dal tenente colonnello, Marco Vetrulli - “hanno favorito sistematicamente alcuni operatori sanitari accreditati o da accreditare ai danni di altri al servizio di accreditamento valutazione di qualità e comunicazione della Direzione regionale salute e coesione sociale”. Formisano contesta in particolare a Kurtsopulos di aver ricevuto l'ingiusto vantaggio patrimoniale (di 150 mila euro) derivante dall'aver venduto un ramo d'azienda a Giuseppe Liotti, per il tramite di Perelli che ha “dichiarato falsamente” la mancanza di posti letto nell'ambito del piano regionale R.E.E. e ha indotto Liotti ad acquistarli dall'altro imputato. Il pezzo completo nell'edizione del 20 dicembre del Corriere dell'Umbria