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San Biagio, a Marsciano il rito per proteggere la gola dai mali

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Si mettono due candele incrociate davanti al collo del fedele per esorcizzare questa patologia

Sandro Allegrini
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Oggi è San Biagio. Secondo la tradizione, si ripete un rituale magico-religioso, consistente nell'unzione della gola con olio benedetto per proteggerla dai mali. Cantanti, sacerdoti, politici (persone che fanno parecchia comunicazione verbale) ricorrono alla protezione del santo. Al quale si attribuiva il merito di aver salvato dal soffocamento un bambino cui si era conficcata in gola una lisca di pesce. Nella località marscianese di San Biagio della Valle (antico contado di Porta Eburnea) si ripete il rito, ponendo due candele incrociate davanti al collo del fedele per esorcizzare questa patologia. “A Marsciano – dice don Renzo Bianchi – ripeteremo il rito nella chiesa di San Giovanni Battista”. Ma la casa madre è la chiesa di San Biagio, dove il parroco don Primo Alberati assicura: “Celebrerò messe alle 11, alle 16, alle 17 e alle 18, per accontentare la tantissima gente che viene da fuori per la benedizione rituale”. “Ma anche diverse chiese perugine – ricorda monsignor Elio Bromuri – attivano questo genere di benedizione, su iniziativa dei singoli parroci”.