Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I lavoratori della Sangeminicontro i tagli e l'alienazionedel parco e del centro congressi

"Un piano in questi termini - affermano -sarebbe un dramma per chi resta a casa, ma anche per chi rientra a lavorare perdendo fino al 50% della propria retribuzione"

Claudio Bianconi
  • a
  • a
  • a

Sale la rabbia delle maestranze della Sangemini, che ieri pomeriggio si sono riunite in assemblea, a seguito dei tagli di personale previsti nel piano concordatario presentato al tribunale di Terni, già ammesso alla procedura di concordato preventivo. Ma la cronaca della giornata segnala lo strappo tra i lavoratori delle acque minerali e quelli della Fruit. In pratica è stato deciso che le attività dovranno essere separate, pur procedendo di pari passo. Ma andiamo con ordine. I lavoratori, che sono in lotta da mesi a salvaguardia dei posti di lavoro, si aspettavano dal piano Norda-Tramite ben altri trattamenti. Degli attuali 136 dipendenti della società della famiglia Rizzo Bottiglieri alla newco interessano 50 a tempo indeterminato e 20 a tempo determinato, che in gergo sono chiamati “stagionali”. Trattasi di lavoratori che potrebbero essere chiamati nei periodi di picco della produzione, in particolare nel corso dei mesi più caldi, ma il rischio è di restare “in panchina” per tutto l'anno, se la stagione estiva fa le bizze, senza poter varcare i cancelli dello stabilimento. In una lettera aperta alle istituzioni politiche e sindacali i lavoratori sostengono che sono scioccati è “una mortificazione” dei loro diritti e che sono “condizioni inaccettabili” e questo “senza contare la messa in vendita, nel silenzio collettivo, del Parco delle terme dell'Acqua Sangemini, del centro congressi e degli immobili che, di fatto, smembrano e depauperano il patrimonio della società costruito in più di 100 anni di storia”. Un piano in questi termini "sarebbe un dramma per chi resta a casa, ma anche per chi rientra a lavorare perdendo fino al 50% della propria retribuzione. Nell'ultimo anno, cioè da quando l'azienda è in concordato, siamo in autogestione, cioè abbiamo vissuto esclusivamente con il flusso di cassa pagando anticipatamente tutti i fornitori, ciò dimostra che questa è un'azienda sana che, con tutti i lavoratori attualmente in organico produce reddito e non perdite". Con le competenze presenti ci sono ampissimi margini di miglioramento e ottimizzazione che consentirebbero di soddisfare azionisti e maestranze realizzando utili senza alcun esubero. Una stoccata di non poco conto alle istituzioni regionali, che nel documento sono accusate di assenteismo. La situazione della Sangemini è complessa, quella debitoria ègrave, il totale passivo è 114.361.313. Il collegio composto dai magistrati, presidente Girolamo Lanzellotto, giudici Paola Vella e Marco Montanaro, considerando la complessità delle procedure, l'intensità dei compiti di verifica, controllo e vigilanza che esse richiedono, ha reputato opportuno la nomina di cinque commissari giudiziali, Leandro Campana, Francesco Angeli, Patrizia Cianchini, Paolo Cesarini e Leonardo Proietti e giudice delegato Claudio Baglioni. La convocazione dei creditori, davanti al giudice delegato, per la prima udienza è stata fissata per il 6 marzo alle 12. Sono ammessi al voto, nella classe 1, i creditori bancari ipotecari, per un importodi 6.884.216, i creditori chirografari, prevalentemente fornitori, classe 2, per 14.898.906, e i creditori bancari chirografari, classe 3, con riferimento ai rapportidi finanziamento, scoperti di conto corrente e rapporti autoliquidanti, per 76.447.202. Il sindaco di Sangemini Leonardo Grimani alza la voce perché “ciò che emerge dai documenti presentati al tribunale, peraltro mai concertati con le istituzioni neanche informalmente, risulta tanto improvvisato quanto inaccettabile nella sostanza”. Per il sindaco fornire numeri riguardanti gli organici senza parallelamente illustrare quale possa essere l'idea di sviluppo della Sangemini acque appare frutto di un atteggiamento poco responsabile e “le scelte sbagliate della politica aziendale sia in campo produttivo che finanziario non possono ricadere esclusivamente sul personale come una mannaia”. Chiede prima di conoscere il perimetro del progetto Sangemini relativamente agli investimenti, ai volumi attesi, alla distribuzione e alle politiche di promozione del prodotto, di fatto scomparse negli ultimi anni, dopo affrontare il discorso della forza lavoro. Per Grimani il patrimonio del gruppo Sangemini, non può essere trattato come mera appendice dello stabilimento ed essere alienato.