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Centro storico, Bori chiede la possibilità di aprire locali con "licenza di pubblico spettacolo"

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"Attualmente nell'acropoli non è presente alcuna attività di questo genere, con conseguenze negative in termini di frequentazione"

Federico Sciurpa
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E' stato Tommaso Bori a chiedere alla Giunta, attraverso un ordine del giorno, di rivedere il piano del commercio (adottato nel 2002) per il centro storico. In particolare si riferisce al divieto in vigore di apertura e trasferimento di esercizi che vengono classificati come locali con “licenza di pubblico spettacolo con attività connesse al ballo”. Il consigliere del Pd ricorda che attualmente nell'acropoli non è presente alcun locale di questo genere, con conseguenze negative in termini di frequentazione del centro storico da parte dei giovani. A tal proposito, dunque, Bori ha proposto di modificare il piano del commercio vigente, consentendo l'apertura di locali con attività da ballo, purchè gli stessi risultino adeguatamente insonorizzati. "Essendo il centro storico la parte più antica della città risulta caratterizzata da una intrinseca fragilità e una costante sovraesposizione ai rapidi cambiamenti della modernità. Per questo è necessario aggiornare continuamente le politiche amministrative e le scelte gestionali per rendere l'acropoli attrattiva e vitale in campo sociale, culturale e anche economico. L'attuale crisi economico-finanziaria e socio-culturale - spiega il consigliere nel suo ordine del giorno - nonché le problematiche connesse alla sicurezza e alla vivibilità, impongono una nuova declinazione del piano economico commerciale del centro che ne aggiorni gli obiettivi rispettandone lo spirito di fondo. In particolare l'intento definito nel passaggio “Il marketing urbano è quello strumento che ha come obiettivo principale quello di creare un'immagine del Centro storico in grado di attrarre consumatori, risorse economiche, investimenti; nello stesso tempo, la logica di marketing tende a favorire la costruzione di reti attorno alle quali definire e portare avanti progetti comuni in cui sono protagonisti gli stessi soggetti locali (istituzioni, imprese, associazioni, ecc.). Il fine sarà quello di consolidare l'identità della città, del suo territorio, del suo centro, rafforzandone la coesione sociale a partire dalla condivisione di strategie di sviluppo”.