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' Ndrangheta, i boss puntavano al traffico dei rifiuti

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Francesca Marruco
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Un traffico di rifiuti verso la Bulgaria, passando per l'Umbria. La ditta da rilevare nel cuore verde per aprire un nuovo capitolo del “business” della monnezza. L'intento, in realtà, è di sotterrare tutto in discariche abusive per aumentare il margine di guadagno. E i rifiuti sono di “qualunque tipo”. Anche pericolosi. E' il piano che secondo il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, avevano architettato due dei boss della 'ndrangheta finiti agli arresti. L'ntercettazione è del 18 gennaio 2018. Parlano Giuseppe Pino Benincasa, già indagato nell'operazione Naos, Pasquale Nicola Profiti, ritenuti tra i vertici dell'organizzazione ‘ndranghetista che opera tra la Calabria e l'Umbria: Pasquale: “Tu trovami un'aziendella qua in giro che raccoglie rifiuti, la pigliamo, nel senso che ci mettiamo dentro noi...abbiamo uno sfogo in Bulgaria” Pino : “Mh” Pasquale: “Qualunque tipo, i rifiuti non partono, ci sono i documenti, ci danno i soldi, possiamo fare un bel businnes” Pino: “Beh non è semplice, non è una cosa semplice”. Pasquale: “Tu trovami qualcosa, guarda che c'è bisogn, perché in Italia non sanno a dove pigliarli”.La Procura annota come emerga chiaramente un piano “per inserirsi in un nuovo filone dello smaltimento dei rifiuti”. Il pezzo completo nell'edizione del Corriere dell'Umbria del 16 dicembre