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Inchiesta 'Ndrangheta, chieste le dimissioni di Arcudi

Alessandro Antonini
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“Nilo Arcudi si deve dimettere da presidente del consiglio comunale. Nessun compromesso per me. Sono io il primo a chiederlo”. Chi parla è Massimo Pici, capogruppo di Perugia civica. Uno dei due gruppi monocratici di maggioranza a Palazzo dei Priori. Lo stesso gruppo di Arcudi. Quest'ultimo - che non è indagato - è stato tirato in ballo da Antonio Ribecco, 58enne di Cutro, e il fratello Natale, nella maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Umbria. "A Nilo lo abbiamo messo noi al Comune”, è una delle frasi intercettate fra i due: entrambi finiti agli arresti, giovedì.Pici parlando col Corriere dell'Umbria fa sapere che la sua posizione è emersa nella prima riunione dei capigruppo che si è tenuta ieri mattina nella sede del Comune. Nel secondo round convocato alle 18 in via San Bartolomeo a Ponte San Giovanni, nella sede di FI, la maggioranza ha però fatto quadrato. Tranne Pici, che specifica pure come, nel caso di dimissioni dell'attuale presidente del consilio, non potrebbe “neanche sedergli a fianco nello stesso gruppo. O cambio io o cambia lui”. Pici tiene a specificare che è un poliziotto, rappresentante del sindacato autonomo Siulp. E le indagini sulle cosche calabresi sono state fatte dalla Squadra mobile della Questura. “Sono convinto che un passo indietro di Nilo sarebbe accettato di buon grado anche dal sindaco”, conclude Pici. La maggioranza, pur nella sostanziale unità, registra posizioni differenti. Il capogruppo della Lega, Lorenzo Mattioni, ammette che ci sono “toni e accenti diversi”. Però la posizione del centrodestra al Comune di Perugia “alla fine sarà univoca”. “Formalmente nessuno ha chiesto ad Arcudi di fare un passo indietro”, specifica. Ma l'elettorato della Lega non è così garantista come emerso dall'assemblea. “Altra cosa è la mia posizione come esponente di partito. Comunque ad oggi non siamo arrivati ad una sintesi. Ci vedremo ancora”, chiude il capogruppo del Carroccio. Al secondo vertice di Ponte San Giovanni, oltre a Mattioni, Pici, Michele Nannarone (FdI), Francesco Vignaroli (Progetto Perugia), Francesca Renda (Blu) c'era lo stesso Arcudi. Contattato dal Corriere dell'Umbria, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Idem il sindaco Andrea Romizi e gli altri esponenti della maggioranza. Nel pomeriggio è cresciuto il pressing dei vertici regionali dei partiti per arrivare a una gestione condivisa della vicenda. Obiettivo: evitare il trauma dimissioni.