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'Ndrangheta, 250 kg di cocaina dal porto di Gioia Tauro in Umbria

Alessandro Antonini
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“E' solo mio cugino che questa la prende, come arriva al porto, questo tiene 250 kg, come arriva la prima ce l'ha lui”. Antonio Ribecco, il 58enne di Cutro omonimo del nipote esponente di Casapound di Perugia, parla con Fabrizio Conti. L'intercettazione è del 15 maggio 2017. I due si riferiscono a una grossa partita di cocaina dal porto di Gioia Tauro. Circa 15 milioni di euro di guadagno in un colpo solo, al lordo dell'acquisto all'ingrosso. Per gli inquirenti è solo uno dei passaggi che evidenziano come i capi dei clan della 'Ndrangheta gestivano il traffico e lo spaccio dalla Calabria all'Umbria. In un altro caso gli investigatori della Procura di Reggio Calabria contestano ad Antonio e Francesco Ribecco l'arrivo di un camion pieno di stupefacenti. E' il novembre del 2018. La droga di Natale. Francesco: “Le cose buone che stanno mandando sotto...con il camion arrivano. L'acconto l'ho mandato”. Antonio: “Quanto ti devo dare della nuova?”. Francesco: “Mo' la vedi, al limite te la scendo per Natale”. Antonio Ribecco viene considerato “portavoce” in Umbria della cosca di San Leonardo di Cutro e dialoga direttamente col boss Cosimo Comisso, ai domiciliari a Casa del Diavolo. Uno dei luoghi prescelti per lo spaccio è il bar “Il Cavaliere” di Ponte Valleceppi. “Tra la rete di personaggi locali di cui i Ribecco (Antonio e Natale) si avvalgono per la distribuzione della droga sul territorio”, annotano i magistrati nelle oltre 1.200 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, “si evidenzia la figura di Luigi Giappichini, già titolare del bar ‘Cavaliere' di Ponte Valleceppi” esercizio commerciale dove viene “particolarmente manifestata l'attività di spaccio di cocaina importata dai Ribecco”. Nella rete perugina legata alla ‘Ndrangheta sul fronte detenzione e spaccio, così come è stata ricostruita nel fascicolo, figurano anche dei fratelli idraulici Emiliano ed Emanuele Regni. Sul fronte traffico di droga gli ‘ndranghetisti collaborano anche con la malavita albanesee si scambiano anche i segreti per nascondere lo stupefacente durante il trasporto: da qui il coinvolgimento di Cali Jlirjan. Un'altra figura centrale sul fronte spaccio perugino collegata alla cosca, è ritenuta quella di Fabrizio Conti. E ancora. Francesco Valentini. I pm ipotizzando l'associazione per delinque dedita al narcotraffico. Il ruolo di spicco in questo settore per gli inquirenti è quello di Antonio Ribecco. Gli assegnano “un ruolo apicale all'interno del sodalizio” dove per chi indaga ha assunto “ il compito di principale organizzatore dell'associazione”. E lui che “provvede all'acquisto di numerose partite di sostanza stupefacente proveniente dalla Calabria, realizzando egli stesso il taglio, pesatore e confezionamento”. Sempre lui, Antonio Ribecco, provvede “allo spaccio della sostanza fornendola ai vari rivenditori sul territorio umbro, coi quali intrattiene costanti contatti”. Il tariffario sullo smercio di droga è di oltre settanta euro al grammo alla vendita diretta al cliente. E dato che l'acquisto dai fornitori calabresi è quota 35 euro al grammo, il guadagno è di oltre il 50%. I calcoli se li fanno Antonio Ribecco e il cognato Francesco. I due - che la squadra mobile di Perugia segue da due anni - vengono intercettati in macchina l'8 novembre 2018, quando vanno insieme a Catanzaro per assistere al processo Borderland “in onore di Giovanni Trapasso”. E' la droga il principale canale di approvvigionamento delle proiezioni delle cosche in Umbria, a seguire le truffe bancarie, le estorsioni e i prestiti usurari.