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'Ndrangheta e sanità, gli affiliati volevano aprire un'agenzia di pompe funebri

Alessandro Antonini
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Avevano anche pensato di mettere su un'agenzia di pompe funebri. Sfruttando i loro presunti “punti di riferimento” all'ospedale di Perugia. I magistrati titolano il capitolo nella maxi indagine sulla 'Ndrangheta nel cuore verde con "Le infiltrazioni nella sanità umbra". Parlano Antonio Ribecco e Salvatore Morrone. Il 3 giugno 2017, intercettati dentro una Fiat 500, il primo dice al secondo (già titolare di una società nel settore a Cirò) della sua idea di aprire una attività di onoranze funebri a Perugia, asserendo di avere “buoni contatti all'interno della sanità umbra” e dichiarando “di conoscere molto bene alcuni medici calabresi che ricoprono anche ruoli direttivi di riguardo” all'interno dell'ex Silvestrini.In particolare cita tale “Mandarino”, che gli inquirenti identificano in Elmo Mannarino, già direttore della scuola di medicina dell'Università e ex direttore della medicina interna. “Io devo parlare con un paio di medici che sono lì dentro (...) uno con cui posso paralre Mandarino si chiama e comanda tutto il padiglione, è il direttore proprio, è dei nostri, non è perugino è calabrese”. I due parlano anche di altri due medici indicati come “Baffo” e “Sasso”. Anche qui gli inquirenti indentificano Nicodemo Baffa e Vincenzo Sasso. Mannarino, Baffa e Sasso non sono indagati.