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Omicidio Meredith: per l'avvocato Bongiorno "si scelse la soluzione più tranquillizzante"

Attesa per il 30 gennaio, a partire dalle 9, la sentenza del processo di appello bis. lo ha deciso il presidente della Corte d'Appello

Andrea Niccolini
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E' attesa per il 30 gennaio, a partire dalle 9, la sentenza del processo di appello bis che vede imputata Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher, uccisa la notte fra il 1 e 2 novembre 2007 a Perugia. Lo ha deciso il presidente della Corte d'Appello Alessandro Nencini prima dell'inizio dell'udienza di oggi 9 gennaio. La prossima udienza è prevista per il 20 gennaio alle 10. L'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, durante l'appello bis ha detto "Perugia non voleva pensare che uno sconosciuto, un mostro, fosse entrato in una casa e avesse ucciso una studentessa. E allora ci fu il miracolo e si scelse il movente emotivamente più tranquillizzante, un festino finito male". Nei giorni successivi all'omicidio, a Perugia, "c'era un'orda di sanculotti fomentati da qualche agitatore" che voleva subito l'assassino. Il clima da persecuzione, ha aggiunto l'avvocato, ci fu anche dopo la sentenza di assoluzione, quando avvocati e imputati vennero inseguiti da una folla arrabbiata. Quattro giorni dopo la scoperta del cadavere vengono individuati Raffaele Sollecito e Amanda Knox, che diventano "simbolo della depravazione della crudeltà. Raffaele ha la faccia dell'assassino prima degli indizi e delle testimonianze". Partendo dal festino "ci si è chiesto chi vi avesse partecipato. E si pensò ad Amanda Knox, così americana, con un cognome sexy, e venne rappresentata come disinibita, una ventenne che va a letto con tutti, astuta, con quel soprannome, foxy. Amanda diventa protagonista di quel festino ed è' il sole che illumina gli indizi a carico di Raffaele".