Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ast, lavoratori incatenati contro i licenziamenti

"Siamo qui per rivendicare il nostro posto di lavoro, visto che abbiamo un contratto che dovrebbe salvaguardarci"

Federico Sciurpa
  • a
  • a
  • a

Si sono incatenati simbolicamente davanti ai cancelli dell'Ast per testimoniare tutta la propria rabbia contro i licenziamenti che, dopo 27 anni di servizio, li hanno colpiti lo scorso 23 dicembre. Sono i 24 lavoratori che nel sito Ast si occupano della pulizia della linea a caldo, sbattuti fuori nel peggiore dei modi in concomitanza con il cambio di appalto che ha portato all'uscita di scena della Rigato e all'ingresso dell'azienda Iosa. “Nonostante l'articolo 4 del Ccnl preveda il passaggio di tutti i lavoratori alla nuova azienda – spiegano i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – il giorno 23 dicembre 2013 è stato inspiegabilmente impedito l'ingresso dei lavoratori in Ast”. I lavoratori e i sindacati chiedono dunque il semplice rispetto del contratto collettivo di lavoro, dato che la mancata applicazione dell'articolo 4 si traduce nell'assenza di certezza per i lavoratori di tutti gli appalti. “Siamo qui stamattina per rivendicare il nostro posto di lavoro, visto che abbiamo un contratto che dovrebbe salvaguardarci, ma non è stato minimamente rispettato, tanto che siamo stati tutti licenziati”, commenta il delegato della Rsu Rigato, Mauro Martelli. “Le catene che oggi legano simbolicamente i polsi di questi lavoratori – aggiunge Matteo Lattanzi, della Filcams Cgil di Terni - presto potrebbero stringersi molto più concretamente attorno ai lavoratori di tutti gli appalti, considerato che questi operai non sono della Rigato o della Iosa, ma sono dipendenti dell'appalto stesso.