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Nocera Umbra, scampa al sisma e si laurea su terremoto e ricostruzione: "Sono una sopravvissuta"

Federico Sciurpa
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Dopo la paura e il dramma sfiorato nel crollo della propria casa a causa del terremoto del 1997, vivere il sisma con un'altra prospettiva si può. Quella dello studio della gestione di emergenza e ricostruzione, a partire dall'esperienza vissuta e con il cuore rivolto a chi la vive ancora oggi. Per approfondire leggi anche: Terremoto, tre scosse in tre ore Questa l'esperienza di Cristina Betti, ragazza nocerina che ha vissuto sulla propria pelle il crollo della casa a Serre di Parrano con le scosse del 1997, scampando il pericolo per pochi istanti. E che da poco si è laureata in Scienze politiche a Perugia con il professor Marco Damiani con la sua tesi magistrale su “Il governo dell'emergenza e della ricostruzione. Una comparazione dei modelli umbri di governance 1997-2016”, dedicandola ai sopravvissuti dei sismi che hanno sconvolto il Centro Italia. “Il 26 settembre 1997, bambina, ero sul ciglio della porta, quando la mia casa è crollata davanti a me – spiega Cristina –. Mi considero una sopravvissuta, perché non sono morta solo per una frazione di secondo. Per questo, con la voglia di riscatto da quell'esperienza, ho deciso di approfondire cosa il terremoto ha comportato per le città colpite, a partire da Nocera, anche in termini sociali, ricordando la grande gara di solidarietà scattata per noi. In particolare, nella mia tesi ho comparato i modelli di governance dal 1997 al 2016, con un confronto critico fra le situazioni”. Eirene Mirti