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Ex Fcu e Frecciarossa, vertice a Roma per il futuro dei treni umbri

Alessandro Antonini
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Un vertice con Rfi e Trenitalia il 10 dicembre. Più sicurezza sull'ex Fcu e maggiori collegamenti verso Roma e Firenze sulla linea Fs, fermo restando il Frecciarossa da Perugia. Che non si tocca. La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, mette mano alla pratica trasporti e incontra l'amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana. Il summit è previsto martedì a Roma. Insieme alla contrattazione di un paio di treni veloci da e per la capitale e verso la città gigliata, per interconnettersi con gli altri Frecciarossa verso nord e verso sud, Tesei vuole sbloccare la pratica dell'ex centrale umbra. “Servono investimenti”, ha detto ieri Tesei a Umbria tv, “per risolvere il problema della sicurezza. Non è possibile che la velocità massima sia di 50 km orari per criticità legate alla sicurezza”. Serve adeguare i livelli attuali con quelli nazionali. Va messo in piedi un insieme di atti e autorizzazioni che tengano conto dei parametri dell'Ansf (Agenzia nazionale di sicurezza ferroviaria) rispetto agli standard di Rfi sulla rete nazionale. Al momento, così, si procede col freno tirato a 50 km l'ora sulla tratta riaperta Città di Castello-Ponte San Giovanni, mentre quella Perugia-Terni resta chiusa, in attesa dell'annunciato investimento superiore ai 50 milioni per ripristinare binari e tracciato. Altro problema quello dei passaggi a livello, dove si procede a 10 km/h. Sono cinque nella parte nord. Ieri il Comune con un'ordinanza ad hoc ha decretato la chiusura di quello di strada delle Rendite, località Tavernacce. Dopo che Rfi, “in qualità di gestore della linea ferroviaria, a seguito di accordi con il Comune, ha effettuato” lavori di ripristino della viabilità già esistente tra la strada della Parlesca e l'attuale punto di attraversamento, oltre ad interventi di manutenzione sul tracciato esistente tra l'attuale punto di attraversamento ferroviario e via delle Filatrici, a Sant'Orfeto”, è scritto nell'ordinanza.