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Tassa di soggiorno, ecco il tesoretto che i turisti lasciano in Umbria

Marina Rosati
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Anche se nessuno dei due capoluoghi di provincia potrà mettere in pratica il decreto fiscale nella parte che consente l'aumento della tassa di soggiorno fino a 10 euro, la questione dell'imposta sulle presenze turistiche torna a far discutere. Federalberghi è scesa in campo, anche ultimamente nei confronti dei Comuni di Terni e Narni, e lo fa rinnovando l'invito alle 16 amministrazioni comunali umbre che l'hanno applicata, a utilizzare bene queste risorse. “Diversamente dallo scopo per la quale è nata - spiega il direttore di Federalberghi, Rolando Fioriti - molte amministrazioni non hanno messo queste risorse a leva del turismo. In Umbria il balzello a carico dei turisti è stato applicato da 16 comuni (Perugia, Terni, Spoleto, Gubbio, Assisi, Orvieto, Narni, Todi, Castiglione del Lago, Magione, Città della Pieve, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Monte Santa Maria Tiberina, Paciano), più Cascia che, con l'inizio del 2020, farà lo stesso. La percentuale di applicazione è del 19 per cento a fronte di una quota nazionale del 13 per cento che, in valore nominale, significa 1.020 comuni sui 7.915.  SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI VENERDI' 6 DICEMBRE 2019