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Luca Panichi conquista un nuovo record di scalata: è sua la salita di Castelbellino

"È stata una scalata fantastica perché ho ritrovato l'ambiente vivo dello scorso anno"

Roberto Minelli
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Luca Panichi ha mantenuto fede all'appuntamento con i suoi amici ciclisti jesini e per il secondo anno di fila ha battuto se stesso nella classica scalata di Castelbellino conquistando un altro prestigioso traguardo personale da aggiungere nella folta bacheca dei ricordi: il Muro di Capodarco, le Tre Cime di Lavaredo sotto la neve all'ultimo Giro d'Italia, il Passo dello Stelvio al Giro 2012 e il Passo Gavia nel mese di agosto scorso tratto a fianco, per un breve tratto, dello spagnolo Alberto Contador in occasione della pedalata a scopo promozionale. Per battere il suo record personale di un anno fa, sui 3 chilometri percorsi col tempo di un'ora e 5 minuti, Luca Panichi ha avuto dalla sua parte una cornice metereologica favorevole con il sole e la temperatura ideale per produrre uno sforzo efficace con una continuità nell'azione che è stata costante in tutte le fasi della scalata in uno scenario incantevole e suggestivo delle colline circostanti tra Castelbellino e Jesi. Panichi ha chiuso in 45 minuti sullo stesso tracciato grazie a una condizione fisica notevolmente migliore dello scorso anno e motivata dalle tante scalate effettuate quest'anno. A supportarlo nell'impresa una vera scorta d'onore composta da alcuni dei portacolori Essebi con Lucio Mazzarini, Ernesto Sopranzetti, Simone Pigliapoco e Barbara Dellabella. "È stata una scalata fantastica perché ho ritrovato l'ambiente vivo dello scorso anno – ha dichiarato entusiasta Panichi -.  In salita la condizione è stata migliore ed è il buon viatico per andare a scalare il prossimo anno lo Zoncolan. Castelbellino mi porta bene ed è diventato l'inizio di una preparazione per un impossibile che tale non è, perché il ciclista vive l'impossibile cercando di spostare il proprio limite avanti. Quando mi ritrovo in questo ambiente molto familiare come quello della New Team Essebi mi sento ancor più di casa perché gli anni non sono passati, rimango sempre me stesso, sono sempre il Luca ciclista ed anche loro mi hanno dato l'opportunità di sorridere alla vita nel miglior modo".