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Passa in consiglio regionalela revisione delle aliquotedell'addizionale Irpef

L'atto si basa sui cinque scaglioni di reddito previsti dalla normativa nazionale (il primo fino a 15mila euro, il secondo fino a 28mila, il terzo fino a 55mila, il quarto fino a 75mila euro, il quinto oltre i 75mila)

Claudio Bianconi
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Il Consiglio regionale dell'Umbria ha approvato con 19 si' e 10 no (FI, Ncd, Udc, Lega Nord) le la revisione del sistema dell'addizionale regionale Irpef predisposta dalla Giunta di Palazzo Donini. L'atto si basa sui cinque scaglioni di reddito previsti dalla normativa nazionale (il primo fino a 15mila euro, il secondo fino a 28mila, il terzo fino a 55mila, il quarto fino a 75mila euro, il quinto oltre i 75mila) per prevedere una rimodulazione delle aliquote dell'addizionale regionale che "mantenendo l'invarianza fiscale riduce il carico sulle fasce reddituali piu' deboli, introduce incrementi progressivi per scaglioni di reddito". Bocciato, invece, l'emendamento presentato dalle opposizioni (primo firmatario Nevi), che chiedeva di rivedere l'addizionale regionale prevedendo la diminuzione dell'aliquota tra 15 e 55mila, l'invarianza tra 55 e 75mila e un piccolo aumento (0,35 per cento) oltre i 75mila euro. Nel corso del dibattito, Damiano Stufara (Prc-Fds) si e' detto "soddisfatto che si arrivi a decisione di modificare in senso progressivo il prelievo fiscale". Per Oliviero Dottorini (Idv) e' "importante cercare di fare leva su soggetti meno esposti a rischio per tutelare le fasce piu' deboli della popolazione". Secondo Nevi (FI) "l'aumento delle tasse per i redditi medio alti e' stato deciso dalla sinistra radicale" quando invece, sarebbe stato necessario "tagliare la spesa pubblica", mentre per Massimo Buconi (Psi) "questa manovra e' un'operazione equa con cui si guarda con maggiore attenzione alle fasce piu' deboli e al ceto medio". Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha detto di condividere "il criterio di progressivita' fiscale contenuto nel provvedimento della giunta". Per Manlio Mariotti (Pd) "dalla crisi non si esce con meno risorse pubbliche", mentre Sandra Monacelli afferma che "una rigidita' schematica delle fasce non rappresenta il nostro paese. non convince l'operazione Robin Hood". Massimo Mantovani (Ncd) parla di "molto rumore per nulla. Questa manovra non incide in maniera rilevante su particolari categorie". Infine l'assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Bracco, ha sottolineato come "la discussione di oggi si e' incentrata nel ripescaggio di teoremi antichi su destra e sinistra piuttosto che sui veri contenuti del provvedimento"."L'addizionale Irpef - ha aggiunto - rappresenta solo il 10 per cento delle entrate regionali, mentre il grosso viene dal bollo auto: il carico fiscale regionale e' inalterato da anni, nonostante le difficolta' e i tagli successivi arrivati da Roma non ricevono nessun aggravio. Molti, anzi, ricevono uno sgravio, seppur minimo".