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Umbria, problemi strutturali sul viadotto, Flaminia chiusa. La rabbia dei commercianti: "Noi in ginocchio"

Federico Sciurpa
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Viadotto chiuso al traffico sulla Flaminia fra Spoleto e Terni. I commercianti non ci stanno. “Siamo isolati, la chiusura totale ci mette in ginocchio”. È preoccupato e infuriato Alessio Silvestri, 27 anni, titolare dello Stil Novo bar, che si trova all'interno del tratto di quattro chilometri di statale Flaminia su cui  Anas, dopo i controlli al viadotto, ha confermato lo stop alla circolazione fino al 18 dicembre. GUARDA le foto del viadotto - LEGGI della viabilità alternativa Nella sua stessa condizione anche Enrico Sabatini, titolare del ristorante Il Madrigale, un'altra attività fermata “dall'ammaloramento del viadotto” e dal degrado rilevato su alcuni elementi in calcestruzzo, che ora dovranno essere ripristinati: “Quanti clienti ho avuto a pranzo? Zero, se almeno ci fossero cartelli per segnalare che, seppur passando all'interno di Strettura, siamo raggiungibili sarebbe qualcosa”. La chiusura totale dei quattro chilometri di Flaminia mette in crisi anche alcune attività, in un mese strategico come dicembre. “Oggi – racconta Silvestri – al bar sono entrati solo gli anziani della zona, ma così non riesco a pagare neanche la bolletta della luce, figurarsi l'affitto. Ma la paura vera è rappresentata dall'eventuale slittamento della data di riapertura, perché – dice – se ci dovessero lasciare isolati per due o tre mesi saremmo costretti a chiudere e a pagare i fornitori coi risparmi che negli ultimi cinque anni, lavorando 13-14 ore al giorno per 365 giorni l'anno, sono riuscito a mettere da parte”. Lo Stil Novo è il bar della stazione di rifornimento, dove di benzina e diesel ieri se ne sono venduti appena qualche litro, anche in questo caso solo ai residenti: “Il gestore è un romano – racconta Alessio – ha rinnovato da tre mesi pompe e pensilina, facendo un discreto investimento, ha un dipendente, come ce l'ho io, e ora sarà un problema riuscire a pagare gli stipendi”. Preoccupato per il personale che lavora al ristorante sabato, domenica e gli altri festivi anche il titolare de Il Madrigale: “Noi – dice – l'abbiamo appreso dai giornali che era scattata la chiusura, Anas non ci ha comunicato nulla, mentre noi ci prepariamo a non incassare un euro per i prossimi venti giorni”. Preoccupazione c'è anche a Strettura, dove da ieri circolano più auto e ancora qualche camion, ma l'impatto è per ora relativo, dato a Terni Est anche il traffico leggero viene deviato sulla statale 79 bis e poi sulla statale Valnerina. Il vecchio tracciato attraversa l'abitato della frazione, dove le abitazioni sono rasenti la strada, coi residenti che lamentano un problema di sicurezza legato alla velocità di transito. Diversa la preoccupazione dei commercianti, come Marco Martinelli, 34 anni, titolare dell'omonima macelleria: “La chiusura da Terni a ridosso delle festività di Natale ci taglia le gambe e ci rovina le vendite di Natale”.