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"Coinvolto e arrestato nell'operazione Brushwood ma era innocente"

La corte di appello di Perugia riconosce ai parenti di Fabrizio Reali Roscini, poi deceduto nel 2010, il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione

Alessandra Borghi
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Era stato arrestato nel corso dell'operazione Brushwood insieme ad altri ragazzi spoletini ma a ottobre una sentenza della corte di appello di Perugia gli ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione. È quanto sottolineano gli avvocati della famiglia Reali Roscini in relazione alle vicende della detenzione e dei successivi arresti domiciliari subiti dal loro congiunto Fabrizio tra il 23 ottobre e il 12 novembre 2007.  “Fabrizio – dicono i legali Carmelo Parente e Giovanni De Iaco - era stato ingiustamente coinvolto nell'operazione denominata dagli inquirenti Brushwood, con ordinanze che avevano condotto in carcere anche altri ragazzi spoletini (poi tutti assolti dal reato di associazione sovversiva). In particolare Fabrizio era stato scagionato già prima del processo, con richiesta di archiviazione nei suoi confronti. Fabrizio è poi deceduto per malattia il 23 giugno 2010”.  I legali sottolineano che la sezione penale della corte di appello “riconosce a distanza di anni l'errore nei confronti di Fabrizio Reali Roscini, liquidando per i prossimi congiunti un indennizzo di euro 6.800, somma che (anche se ritenuta dalla sentenza superiore ai parametri stabiliti dalla Cassazione) è chiaramente inidonea a risarcire la sofferenza morale e psicologica e i danni provocati dalla ingiustizia subita”. Anche tenendo conto del risalto che la vicenda ebbe anche a livello nazionale, gli avvocati sottolineano che “anche per la memoria di Fabrizio, si ritiene doveroso dare comunicazione del fatto che è stata almeno sancita la sua piena innocenza e riconosciuta come ingiusta la detenzione subita”.