Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vivere con la fibrosi cistica, il libro di una ragazza umbra

Fabiola Pecci

Salvatore Zenobi
  • a
  • a
  • a

“La vita che respiro” è qualcosa di più del titolo del libro autobiografico che Fabiola Pecci ha deciso di dare alle stampe. E' un manifesto alla voglia di vivere, alla volontà di combattere tutti i giorni contro una malattia, la fibrosi cistica, di cui l'autrice del libro, di Gualdo Tadino, è affetta dalla nascita. “La vita che respiro” è anche un modo – come ci ha spiegato la stessa Fabiola – per far conoscere la fibrosi cistica, quelli che sono i suoi effetti, quelli che sono i sacrifici cui si sottopongono coloro che vi sono affetti e, di conseguenza, i familiari e le persone care che gli sono intorno. Soprattutto “La vita che respiro” è un inno alla vita. Un libro che è anche il raccontare la storia di una ragazza, oggi trentenne, che ha fatto i conti con questa malattia ma alla quale non ha voluto mai arrendersi. “Ho bisogno di sentirmi attiva, non voglio sentirmi malata, non posso perdere tempo”, ci dice nel raccontarci la sua esperienza. Esperienza che ha visto nascere anche un'associazione “Correre a perdifiato”, cui andranno i proventi del libro, che vuole appunto sensibilizzare sulle tematiche più profonde della malattia e raccogliere fondi per la ricerca. Non è un caso che la stessa Fabiola Pecci è stata una delle protagoniste della campagna della fondazione per raccogliere fondi grazie al 5 per mille da destinare alla ricerca contro le malattie genetiche. Il suo volto sorridente ha spiegato come mai è così importante aiutare Telethon al momento della dichiarazione dei redditi. Un'azione che non si è fermata solo qui, tanto che Fabiola, insieme al suo compagno Daniele Comodi con il quale convive da cinque anni, è stata anche sulla Rai come testimonial della campagna di Telethon. Una sensibilità e una voglia di lottare che si ritrovano nelle parole del libro, nelle pagine dedicate ai genitori e alla sorella, al compagno, gli amici e ai colleghi di lavoro. Non poteva mancare anche lo spazio dedicato a Otto, il suo Carlino. Una voglia di raccontare come sta vivendo la sua vita, “la vita che respiro”, in pagine che scorrono tutte d'un fiato. Non mancano i riferimenti ai momenti più duri, come quelli delle terapie, un riferimento ai medici e al personale del Centro regionale per la fibrosi cistica dell'ospedale di Branca,alla loro umanità. Quello che lancia Fabiola – molto conosciuta in città per il suo impegno che l'ha portata a ricevere anche il premio Beato Angelo nel 2018 – è un messaggio di positività, del voler vivere giorno per giorno, del lottare soprattutto nei momenti più bui, in quei momenti in cui ci si aggrappa alla vita. “La vita che respiro” sarà presentato il 6 dicembre alle 21 al teatro Talia di Gualdo Tadino.