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Omicidio Yara Gambirasio, spiraglio per riaprire il processo. La svolta: nuovi esami sugli indumenti

Federico Sciurpa
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Il caso Yara Gambirasio a una svolta. Esami sul Dna e accesso ai referti. Massimo Bossetti, che ha dato incarico ai suoi legali di lavorare alla richiesta di revisione del processo, ha ottenuto una prima vittoria: la corte d'assise di Bergamo ha autorizzato la difesa dell'uomo condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio ad esaminare tutti i reperti d'indagine, i vestiti che indossava la 13enne di Brembate (Bergamo) scomparsa il 26 novembre 2010 - tra cui slip, leggins, scarpe, giubbotto - e i campioni sulla traccia genetica. Nell'istanza presentata dai difensori Claudio Salvagni e Paolo Camporini, si sottolinea  come  "ad oggi alla difesa non è stato permesso alcun accesso ai reperti", a partire dai campioni di Dna "ancora disponibili e conservati presso l'ospedale San Raffaele di Milano". Elementi tornati alla ribalta di recente. L'agenzia Adnkronos riferisce che l'attività difensiva ha lo scopo di risolvere le "diverse anomalie" emerse nel processo a partire dalla traccia genetica, da sempre cuore del dibattimento. Una traccia mista, forse sangue, di Yara e Ignoto 1 in cui il Dna nucleare combacia con quello di Bossetti, ma non il Dna mitocondriale (indica la linea materna).  La traccia biologica è la prova granitica per accusa e giudici.