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Avanti tutta con il congresso del Pd malgrado il ricorso di Marinelli

Resta ferma la convocazione del 10 novembre. Da Roma concesso il rinvio entro e non oltre il 14

Ale.Bor.
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  La risposta da Roma arriva intorno alle 17.30, cioè presto, come Valerio Marinelli e i suoi avevano immaginato: il congresso provinciale si può fare entro il 14 novembre, all'occorrenza, se non domenica 9, "a patto che sia salvaguardata la regolarità della fase in corso relativa alle riunioni di circolo e alle convenzioni provinciali". Ma proprio qui casca l'asino.  Per Marinelli, dopo il ricorso presentato sulle modalità “incongrue” di attribuzione dei delegati e la suddetta risposta della commissione nazionale riunitasi "telematicamente" oggi stesso, era scontato che si dovesse aggiornare il tutto a data da definirsi, pur nel rispetto della scadenza ribadita dall'organismo romano. Di diverso avviso altri candidati.  Dante Andrea Rossi, ad esempio, fornisce una interpretazione del tutto discrepante rispetto a quella di Marinelli, dopo la precisazione pervenuta da Roma: “Certo che il congresso si fa domani - dice senza ombra di dubbio -. I rappresentanti di Marinelli dovevano contestare il lavoro della commissione provinciale per tempo, invece nulla c'è a verbale al di là di un avallo unanime da parte dei rappresentanti di tutti i candidati”.  Fatto sta che le disquisizioni in materia - congresso subito o congresso da rinviare? – hanno agitato proprio il sabato precedente l'appuntamento. Se ne dà conto per far capire il “clima”, per quanto, in serata, sia la presidente della commissione provinciale a fugare ogni dubbio: salve le convocazioni per domenica 10 novembre a Ponte San Giovanni.