Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Gubbio, Giammarioli non ci sta: "Chi vuole restare con noi lo deve dimostrare"

Luca Mercadini
  • a
  • a
  • a

“Sono i particolari che fanno la differenza e su quelli noi dobbiamo ancora lavorare. Una maggiore attenzione ai dettagli ci avrebbe probabilmente consentito di vincere la partita a Ravenna. Perché, dal punto di vista del gioco abbiamo espresso una manovra convincente e su un terreno difficilissimo, allentato dalla pioggia e con un palmo di fango così siamo riusciti a giocare anche bene. Ma purtroppo abbiamo raccolto solo un punto”. Il ds del Gubbio, Giammarioli, al termine del match al “Benelli” è scappato per una cena di lavoro a Riccione, poi ieri mattina presto ha avuto un altro incontro a Perugia. Insomma sta lavorando senza soluzione di continuità per il Gubbio, per cercare di risolvere alcuni dei problemi congeniti della squadra in modo tale da arrivare alla sosta di campionato con il maggior numero di punti possibile, per poi - dopo il mercato di gennaio - lanciare la rincorsa alla salvezza. “La partita a Ravenna l'ho seguita solo a tratti, quello che ho visto e analizzato invece è stato l'atteggiamento di ogni nostro singolo calciatore. Con Torrente non ho mai parlato di tattica, nè delle sostituzioni, niente di tutto questo. Io devo e voglio forgiare un gruppo prima di uomini e poi di calciatori. Ho attaccato duramente la squadra, ho parlato chiaro con tutti e ho detto loro che giocare a Gubbio, con il Gubbio è totalmente diverso rispetto ad altre piazze. Qui non ci sarà mai posto per chi non ha chiaro in mente e nel cuore un concetto semplice: la maglia va sudata e amata, senza se e senza ma. Chi vuole far parte di questo progetto sa che queste sono le condizioni, gli altri possono mollare anche subito”.  In termini numerici la rincorsa alla salvezza impone di fare punti e quelli finora conquistati non fanno certo stare tranquilli, anzi. “In Serie C la partita ideale da giocare è quella che noi abbiamo fatto contro la Vis Pesaro. Concretezza, cattiveria agonistica, grinta e generosità. Se volete chiamatela pure una “partita sporca”, ma la Serie C è questa, il resto sono tutte cavolate. I video, le tattiche, gli schemi sono tutti elementi sì importanti, ma in questa categoria ciò che conta davvero, quello che fa davvero la differenza è un gruppo solido, unito, compatto, dove il motto è uno per tutti, tutti per uno. Insomma serve gente tosta e noi andremo avanti solo con giocatori tosti”. Per cui lei ha già dato a Torrente la lista di chi resta e di chi parte a gennaio? “Certo, ma preciso anche che alcuni dei giocatori stanno rispondendo in maniera molto positiva alle nostre sollecitazioni. Molto più semplicemente c'è gente che si sta riguadagnando il posto e questo, oltre che farmi piacere è anche importante perché il nostro intervento a gennaio sarà sempre molto deciso ma potrebbe anche essere meno invasivo”.