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Sir, la carica dei genitori di Leon: "Tutti noi innamorati di Perugia"

Luca Mercadini
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Una partita come tante. Almeno all'apparenza. Solo che se tra i 3500 fedelissimi del PalaBarton vi sono anche i propri genitori, è lecito pensare che si voglia dimostrare  ancora qualcosa in più rispetto al solito. Questione di orgoglio e, chissà, di riconoscenza per chi ha permesso ad un figlio di inseguire e poi realizzare i sogni dell'adolescenza. Un po' come è successo domenica pomeriggio a Wilfredo Leon Venero che ha contribuito al netto 3-0 su Ravenna con la consueta prestazione incisiva davanti a papà Wilfredo e mamma Alina: 13 punti, 60% in attacco ed un muro. E pazienza se per una volta non ha realizzato neanche un ace. Un dato statistico più unico che raro. Un aspetto che nulla toglie ad un ragazzo che, come confermato dai suoi genitori, nel capoluogo umbro e nella Sir si trova benissimo. “Perugia è una città molto bella, piccola, antica ma davvero graziosa. Alla nostra famiglia piace davvero tanto - puntualizza papà Wilfredo -. C'è della gente favolosa, estremamente calda e che segue con entusiasmo la pallavolo.  Cosa pensa mio figlio della Sir? Che è una grande squadra. Qui sta bene. Si è integrato benissimo all'interno del gruppo. A Kazan c'era una grande coesione e qui è lo stesso. I risultati stanno arrivando. Siamo molto contenti della direzione che sta prendendo Perugia”. Mamma Alina, inoltre, svela cosa si cela dietro alle prestazioni superlative che il fuoriclasse cubano mette in mostra con continuità. “Credo che sia l'amore che sente per tutto quello che fa. Ama la pallavolo. Ha una grande etica del lavoro”. E se lo dice la mamma, c'è da crederle.