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"Bimba sbattuta a terra", la denuncia della bidella contro la maestra arrestata

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Francesca Marruco
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"Ha trascinato brutalmente una bambina fuori da una stanza e l'ha fatta stendere con forza sul tappeto, facendole sbattere la testa a terra, fino a farla piangere”. A far scattare l'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari una maestra 61enne di asilo nido è stata una bidella. La stessa che è andata dai suoi superiori in cooperativa e ha racontato di scene agghiaccianti e umiliazioni nei confronti di alcuni piccoli ospiti del nido di Deruta. Due bambine in particolare, secondo l'indagine dei carabinieri di Todi, sono state prese di mira dall'educatrice che adesso è detenuta ai domiciliari. Una delle due, quella sbattuta sul tappeto, venne calmata e rassicurata dalla donna che non si è girata dall'altra parte. Quel giorno la bidella è intervenuta e ha raccontato di aver detto all'educatrice“come si permette signora, che modi sono questi?”. La maestra a quel punto avrebbe lasciato la bimba a terra e se ne sarebbe andata in un'altra stanza, salvo poi tornare indietro e minimizzare l'accaduto dicendo alla bidella che lei lì era nuova e non poteva sapere come trattare quella bambina. Ma questo, degli episodi che vengono contestati alla 61enne,è solo uno. La donna infatti è anche accusata di aver maltrattato le bimbe di un anno e mezzo che si rifiutavano di mangiare. Una costretta ad ingoiare il pasto che non voleva fino al vomito. Un'altra tenuta ferma con la testa all'indietro e il cibo infilato a forza nella bocca dalla maestra. Alcuni episodi sono stati catturati dalle cimici che ai primi di ottobre i carabinieri hanno piazzato nella struttura. Si sente la donna minacciare le piccole che piangono disperate: “Se non mangi ti do un ceffone, tanto qui non mi vede nessuno”. E ancora:“Se non mangi te lo ficco nel naso”. E poi, la minaccia - a volte concretizzata - di chiuderle nel bagno da sole. Lasciate li a piangere disperate. La donna, che lunedì comparirà dinanzi al gip per l'interrogatorio di garanzia, è stata anche sospesa dal servizio che svolgeva al nido comunale di Deruta. E proprio il sindaco ha avuto un ruolo fondamentale: dopo la segnalazione ricevuta dalla cooperativa è andato dritto dai carabinieri. Di lì, l'inchiesta. Ieri pomeriggio i genitori dei bimbi che frequentano il nido hanno partecipato ad un'incontro con lo stesso sindaco. “Il sindaco, la giunta e tutta l'Amministrazione comunale - sta scritto in una nota - sono spiacevolmente sorpresi e costernati dalla notizia della misura restrittiva cautelare adottata nei confronti di un'educatrice comunale. Rispetto a questo evento il primo pensiero è rivolto ai bambini frequentanti l'asilo e alle loro famiglie, nella preoccupazione principale che l'ambiente di lavoro scolastico possa continuare a fornire il servizio nelle migliori condizioni di sicurezza. Su questo si assicura ora più che mai un rinnovato e costante monitoraggio da parte dell'Amministrazione comunale e una costante vicinanza alle famiglie dei bambini per fornire ogni possibile supporto e la più completa e trasparente informazione”.